Un italiano su due ritiene insufficienti le attuali politiche a supporto della famiglia, ma i giovani sono meno negativi di prima e di quanto si pensi. L’insoddisfazione è omogenea in tutto il Paese: Centro (53%), Nord e Sud e Isole (ciascuna al 51%). Sette italiani su 10, poi, ritengono che le politiche italiane di sostegno alla famiglia e alla genitorialità in Italia siano inferiori alla media Europea.
Sono i Boomers e la Generazione X (ciascuna con il 56%) le generazioni più critiche, mentre i più giovani, cioè chi è ancora in piena età fertile, risultano mediamente meno negativi: Millennials (47%) e Generazione Z (42%). Infatti, tra i giovani della Generazione Z, il desiderio di avere figli è ancora diffuso (55% di chi non li ha) ma, anche per motivi di carattere economico, è soprattutto un progetto di medio termine, cioè non prima di 5 anni (46%).
Sono i risultati di una ricerca di Changes Unipol, elaborata da Ipsos sulla denatalità che interessa il nostro Paese e dalla quale emergono delle possibili soluzioni:
Tra le azioni a supporto della natalità, l’assegno universale per ogni figlio a carico e il rafforzamento delle politiche di sostegno per spese educative e scolastiche (ciascuna con il 58%) sono le più apprezzate dagli italiani.
Anche le aziende hanno un ruolo nel favorire la natalità: per 6 italiani su 10 una maggiore flessibilità lavorativa sarebbe un importante supporto. Tra le misure di welfare aziendale, piace soprattutto l’istituzione di un asilo nido interno (30%).
Tra chi non ha figli, prevale il desiderio di averne (36%) mentre per un terzo (30%) avere figli non è un progetto di vita. Tra chi rimanda o non progetta di avere figli, la motivazione principale è lavorativa (35%), soprattutto nel Sud e Isole (44%), e in particolare la mancanza di un lavoro stabile (17%) è il primo deterrente in media nazionale, assieme alla inconciliabilità tra carriera e desiderio genitoriale (16%).
Le motivazioni economiche personali sono la seconda motivazione del non volere figli (34%), ma diventano il primo ostacolo per il Nord (37%), soprattutto per l’aumento del costo della vita in relazione al proprio reddito. I timori per il contesto socio-economico (economia, clima, situazione politica del Paese) sono il terzo deterrente (24%), soprattutto al Sud e Isole, in cui costituiscono la terza motivazione (28%).
















