Etf e Etp raggiungono 108,13 mild di masse gestite

Aprile sarà ricordato come il mese in cui le Borse hanno guadagnato di più negli ultimi dieci anni. Magra consolazione, dopo i disastri di marzo. Ma questi 30 giorni che resteranno impressi nella memoria di tutti si chiudono in rosso per tutti i listini. E questo non per i dati horror sul pil del primo trimestre (Italia -4,7%, Spagna -5,2%, Francia -5,8%) o per le previsioni sul secondo a livello europeo – tra -15 e -20%. Ma, più semplicemente, perché Christine Lagarde, nel ribadire che la Bce metterà in campo qualsiasi strumento a disposizione, non ha innalzato il tetto di 750 miliardi fissato un mese fa. La crisi è talmente virulenta che una manovra di questo tipo potrebbe non bastare. Inoltre, gli Usa hanno registrato altre 3,89 milioni di domande di disoccupazione, in calo rispetto alla scorsa settimana ma di quasi 400mila unità superiori rispetto alle attese degli analisti.

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Per questo motivo, Milano chiude lasciando sul campo oltre il 2,1%, così come Parigi. Francoforte fa peggio e cede oltre il 2,2. Va un po’ meglio a Madrid, che perde “solo” l’1,8%, mentre Londra è maglia nera con un pesante -3,5. Mentre scriviamo, il Dow Jones cede oltre l’1,3%. Lo spread tra btp e bund torna ad ampliarsi a 235, più per l’ulteriore riduzione del tasso d’interesse del decennale tedesco che per “demeriti” italiani: il nostro bond, infatti, offre una cedola dell’1,76%.