redditi parlamentari 2023

Alla fine la manovra si voterà il 18 dicembre. L’ha deciso oggi la conferenza dei capigruppo, che ha programmato il terzo slittamento. Ma non l’unica novità. In questi giorni saranno depositati degli emendamenti, che in un primo tempo non erano previsti, e potrebbe cambiare quello che è stato il pomo della discordia di questi giorni. Secondo quanto anticipato dal ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, dopo la riunione dei capigruppo, alcuni emendamenti potrebbero riguardare «la revisione dei criteri di calcolo delle pensioni del personale sanitario».  In più, ha aggiunto, «il governo stanzierà un fondo aggiuntivo per le Regioni speciali che hanno avuto una penalizzazione con il rinnovo delle trattenute Irpef. Poi ci sarà un fondo per quelle ordinarie per ristorare in tema di aumenti di costo dell’energia. Quindi un intervento sugli investimenti, con una rideterminazione dei costi del Ponte sullo Stretto, e poi in tema di strade e autostrade», ha concluso Ciriani.

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Gli emendamenti prima negati e poi annunciati in Manovra

L’altra novità, che in parte era stata annunciata nei giorni scorsi riguarda gli emendamenti che, nelle intenzioni del presidente del consiglio Giorgia Meloni non dovevano essere nemmeno presentati. Eppure oggi è arrivato l’annuncio: «Non ho idea di cosa faranno i relatori, ma il governo depositerà i suoi emendamenti nelle prossime ore, tra domani o dopodomani, in modo che la Commissione Bilancio possa fare la discussione avendo le proposte che anche le opposizioni avevano sollecitato, su temi che erano di pubblico dominio» ha detto il capogruppo di Forza Italia in Senato Maurizio Gasparri all’uscita della capigruppo a Palazzo Madama, specificando che il testo dovrebbe arrivare in Aula “lunedì 18 dicembre”. Non è mancata una nota polemica da parte del presidente del senato Ignazio La Russa. Sul banco degli imputati sono finiti gli uffici governativi, un altro indizio che non sia proprio scattato il feeling tra questo governo e il deep state romano: «Spero, immagino non troppo ottimisticamente, di iniziare la sessione in Aula lunedì 18 dicembre, come avevamo ipotizzato già la settimana scorsa. – ha detto – Poi vediamo, dipende anche dalla responsabilità di tutti, a partire dagli uffici governativi per passare ai nostri. C’è questa tendenza non nuova. Cambiano i governi, ma le lentezze di certe pratiche ci sono sempre».