Ma ora più che mai bisogna aiutare chi non ce la fa
Andrea Giussani, Presidente di Banco Alimentare Onlus

Sabato 25 novembre, in oltre 12.300 supermercati in tutta Italia, sarà possibile consegnare a uno dei 145.000 volontari una spesa per chi è meno fortunato. 

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L’anno scorso hanno partecipato più di 5,5 milioni di donatori, tra questi anche persone che avevano perso tutto nel terremoto. In un solo giorno sono state raccolte 8.500 tonnellate di alimenti. 

E’ la “Giornata Nazionale della Colletta Alimentare”. Un’iniziativa coordinata dalla  Fondazione Banco Alimentare Onlus (nella foto, il presidente Andrea Giussani), che s’inserisce idealmente nel solco delle celebrazioni della Giornata Mondiale dei Poveri indetta da Papa Francesco per il 19 novembre e richiama tutti a considerare quanto sia ancora diffuso, anche nel nostro Paese e a dispetto della rimozione collettiva di cui è oggetto, la “povertà assoluta”, come l’Istat definisce la condizione delle famiglie che non dispongono del reddito corrispondente al valore del paniere di beni e servizi essenziali per vivere. Ebbene, secondo il nostro Istituto di statistica le famiglie povere, in Italia, sono 1,6 milioni per 4,7 individui. Tanta gente, ridotta sul lastrico, spesso anziani impossibilitati a lavorare, che non muore “tecnicamente” di fame ma mangia troppo poco e soprattutto mangia male. 

Proprio nel momento in cui sembrano tornate le premesse, ed è giusto coglierle, per riprendere fiducia e rilanciare consumi e investimenti, è più che mai necessario ricordarsi di chi non ce la fa, di chi è rimasto indietro. Nessuno sviluppo è possibile se il sistema dell’economia di mercato continuerà ad allargare il fossato dell’ineguaglianza. Addirittura tollerando la fame (degli altri). Non è comunismo, è cristianesimo, quindi cultura comune – anche per chi non crede – del nostro Occidente.

La colletta alimentare, oltretutto, ha il merito di spingerci a concentrare l’attenzione sulla nostra abitudine allo spreco, che può essere riconvertita tutta in solidarietà. Facciamolo, da subito.