La Ryder Cup è la sfida golfistica biennale tra Europa e Usa. Giocata quest’anno negli Stati Uniti, l’Europa ha vinto 15-13, mantenendo il titolo dopo il successo nell’edizione precedente. Roma 2023 fu un trionfo non solo sportivo ma anche organizzativo, in barba ai pregiudizi sul nostro Paese e sulla Capitale. Cosa c’entra il golf con questa rubrica? Poco, se non lo spunto per fare quattro considerazioni sui fattori di successo nei rapporti economici transatlantici: 1) gioco di squadra, 2) leadership, 3) agilità, 4) unità. 1) La gara consta di 16 partite a squadra e 12 individuali. Dopo le sfide a squadra l’Europa conduceva 11.5-5.5. Gli USA hanno poi ridotto il gap vincendo la maggioranza di quelle individuali. Cultura di team verso individualismo sarebbe un vantaggio per l’Europa anche in economia. Si tratta di metterlo in campo. Pensiamo alle scoperte del Cern, all’Ipcei della microelettronica (I, G, F, Sp), al consorzio Mbda (I, F, UK) o Eurofighter (I, UK, G, Sp) nella difesa, ad Airbus (F, G, Sp), Ariane (F, G), ESA (22 Paesi) o Galileo (paneuropeo) nell’aerospaziale, per citarne alcuni. 2) Due commenti hanno riguardato il maggior contributo del capitano della squadra europea rispetto a quello degli sfidanti e l’aggressività del pubblico americano. Un déjà-vu di quanto vediamo sui temi dei dazi, delle spese per la difesa, dei prodotti farmaceutici, etc.
Purtroppo in questi campi l’Europa gioca senza alcun vero leader e le intimazioni d’oltreoceano ne condizionano molti. 3) Ogni sport di squadra richiede agilità e rapidità di adattamento alle circostanze. È l’opposto della combinazione tra burocrazia della tecno-struttura e ideologia della politica, che regna a Bruxelles. 4) 5 su 12 giocatori della squadra europea sono inglesi. La Brexit è una ferita per i commerci e i servizi finanziari in Europa e indebolisce il peso geo-politico dell’UE. Fuori dalla metafora, serve far funzionare l’UE che abbiamo e recuperare, in qualche forma, il Regno Unito alla causa comune europea. L’allargamento è un principio condivisibile nel tempo. Ma, come per i Lego, prima di aggiungere altri mattoncini è bene assicurarsi che la costruzione sia solida ed equilibrata. L’UE ha bisogno di creare un mercato unico dei capitali, di armonizzare i sistemi fiscali, di finanziare con strumenti di debito condivisi le transizioni gemelle (tecnologia e ambiente) e la difesa comune. Per far questo serve leadership, visione e umanesimo. E, poiché ci ha lasciato in questi giorni, consentitemi di concludere ricordando Pasquale Pistorio, un uomo che aveva queste doti e le ha tradotte nel successo della microelettronica europea nel mondo, in armonia tra industria, territori e persone.
















