L'asset alternativo? È il credito al consumo
Tommaso Gamaleri

Un italiano su quattro vorrebbe ricevere un prestito personale con un processo interamente online, ma solo uno su 20 ci riesce; in Italia infatti circa il 95% dei prestiti viene ancora quantomeno concluso fisicamente nella filiale di una banca o di una finanziaria. È in questo grande spazio di crescita potenziale che si colloca la proposta di Younited Credit, fintech specializzata nel credito 100% online, nata in Francia nel 2011 come piattaforma di credito al consumo per le famiglie e presente in Italia dal 2016. «Sulla nostra piattaforma si può chiedere un prestito personale da mille a 50mila euro» spiega Tommaso Gamaleri, Ceo di Younited Credit per l’Italia, «che può essere legato a un progetto, dall’acquisto di un’auto o di un computer a un matrimonio o a un prestito per l’azienda, e così via. Anche se l’analisi economico finanziaria, che svolgiamo interamente online, prescinde dalla finalità del prestito ed è invece legata al cash flow, alla capacità di rimborso e al merito creditizio del richiedente».

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Per chiedere il prestito, invece di andare in filiale si carica sulla piattaforma la documentazione richiesta, per poi entrare in contatto con i consulenti finanziari di Younited Credit via telefono, whatsapp e videocall. Una modalità interamente digitale che ha permesso alla piattaforma di contenere le perdite da Covid-19: «Nel mese di completo lock-down i progetti delle famiglie sono stati congelati o posticipati» racconta Gamaleri, «il settore nel suo complesso ha registrato un calo di volumi tra il -80 e il -90%, ma noi che operiamo sul web abbiamo vissuto ‘soltanto’ un calo del 50%. Poi è partita una graduale ripresa, il settore a giugno era a meno 20-30%, noi a meno 10% sull’inizio dell’anno».

I fondi di Younited Credit sono accessibili a investitori istituzionali e professionali, ma anche individuali

Altra caratteristica dei prestiti personali di Younited Credit è il Risk based pricing: «La costruzione del tasso di interesse non viene fatta tramite la media dei meriti di credito dei clienti, ma per fasce» spiega il Ceo di Younited Credit, «partiamo dalle famiglie che hanno un merito di credito più alto, e in quel caso essendo il rischio di default più basso anche i tassi di interesse lo sono; fino a soggetti che per la prima volta si affacciano al credito, e quindi con un tasso di interesse più alto che nel tempo viene abbattuto man mano che il cliente si dimostra solido».

Younited Credit coniuga l’esigenza dei privati di finanziare i propri consumi con l’interesse degli investitori a individuare nuove e diversificate fonti di rendimento per il loro portafoglio. I prestiti ai privati, infatti, confluiscono all’interno di fondi alternativi (Fia) accessibili a investitori istituzionali e professionali come assicurazioni, fondi pensione, banche, enti non-profit, fondi di investimento, family office e high net worth individuals. «Una gran parte dei soldi che vengono prestati alla clientela viene raccolta dagli istituzionali» sottolinea Gamaleri, «gli investitori possono investire in un fondo che ha come asset class il nostro portafoglio di prestiti personali. Questo ha creato molta trasparenza, quando costruiamo i tassi di interesse partiamo dal rendimento minimo che gli investitori si aspettano da un investimento sul credito al consumo, che si aggira sul 2,5% in Francia e il 3,5-4% in Italia, aggiungiamo il costo del rischio, visto che statisticamente alcuni prestiti vanno in default, e applichiamo una nostra commissione, sempre in totale trasparenza». I 2 fondi di investimento Fia gestiti da Younited sono focalizzati per Paese: Fct Younited France, lanciato a ottobre 2013 e Fct Younited Italy, partito nel febbraio 2018. A marzo il portafoglio del fondo Italy era composto da oltre 11mila prestiti, e quello France da 67mila. Il fondo italiano, più giovane, vale 120 milioni, di cui un centinaio ancora da collocare. A marzo 2020, la piattaforma di Younited Credit ha erogato oltre 300mila prestiti per un valore complessivo di oltre 1,6 miliardi di euro. «Ci avviciniamo a 2 miliardi euro a livello Gruppo» rimarca il Ceo, «i mercati del credito al consumo valgono 100 miliardi; siamo ancora al 2%, ma abbiamo circa il 10% di quota del mercato web».