«Se faccio vedere facilmente e chiaramente a un cliente come girano i suoi consumi elettrici nel corso della giornata, se ne rende finalmente conto e capisce subito quanta energia assorbe»: è preciso come un ingegnere ma è anche empatico, Massimo Bonato, amministratore delegato di Areti, la società del gruppo Acea che gestisce la rete di distribuzione dell’energia elettrica nei Comuni di Roma e Formello. 

Tra le infrastrutture gestite rientrano linee elettriche in alta, media e bassa tensione, cabine primarie e secondarie, sistemi per il telecontrollo degli impianti. E i contatori intelligenti, di seconda generazione, che Areti sta installando sul territorio, appunto un device essenziale nell’evoluzione del consumo e nell’ottica di un uso più oculato dell’energia: «Nel momento in cui hai una bolletta pesante – sottolinea Bonato – se stai attento ai consumi, come il nostro contatore ti permette, ti si rende la vita più facile. Quel 5-10% di risparmio possibile sui consumi che si può ottenere senza sacrifici, si ottiene con le buone abitudini, che monitorizzi col contatore! E capisci come puoi scegliere tra le diverse offerte commerciali quelle più adatte a te».

Con il piano di installazione massivo dei contatori di seconda generazione partito nel 2020, che registra già oltre 450 mila allacciamenti (pari a circa il 40% del totale, avendo praticamente completato le sostituzioni nei municipi IX, III, IV, V mentre è attualmente in corso nel VII) i romani avranno la possibilità di tracciare i loro consumi, leggendo curve e dati cronologici che oggi non hanno. «Naturalmente anche per usare al meglio il contatore ci sarà da seguire qualche istruzione per l’uso – precisa Bonato – ma niente di stressante! Il nuovo contatore registra i dati di consumo ogni 15 minuti, il che facilita la gestione oculata della casa. Un fattore determinante per ridurre gli sprechi. Con il contatore smart 2G è possibile sapere con precisione, in qualsiasi momento, quanta energia si sta consumando e osservarne l’assorbimento al quarto d’ora, al giorno e per fasce orarie».

È un progetto strategico, questo dei contatori, che va avanti da ormai oltre venti mesi. E che si salda idealmente con un’altra sfida, più futuribile: il progetto PlatOne, oggi in fase sperimentale. Di che si tratta? «Sappiamo che molti cittadini stanno installando pannelli fotovoltaici e li stanno allacciando alla rete – spiega Bonato – Ciò ci crea migliaia di micropunti di connessione dove un domani si potrà attingere energia, che andranno però gestiti. Il progetto PlatOne struttura un metodo per gestire questi flussi ottimizzando le nostre reti di distribuzione, per fari sì che gli utenti diventino pro-sumer, produttori/consumatori, con nuovi contratti commerciali ed una relazione biunivoca con la rete sarà preziosa per sostenere al meglio i momenti di carico massimo».

È un progetto che si avvale di tecnologia in blockchain le cui evoluzioni sono parte di ulteriori proposte presentate da Areti in ambito Europeo (programma di finanziamento HEurope). Il gruppo Acea è diventato così il primo attore chiave nel percorso verso un nuovo modello di mercato dell’energia. Perché questa soluzione consente al cliente di partecipare attivamente alla gestione ottimizzata della rete, diventando un partner che offre servizi di flessibilità e contribuisce a garantire l’equilibrio tra domanda e offerta di energia a beneficio dell’intera comunità. I ricavi derivanti dai servizi in questione verranno poi ripartiti tra aggregatore e consumatore. Per la cronaca, nella sperimentazione di PlatOne rientrano le utenze di dieci clienti nelle zone di Roma Eur, Centocelle e Villaggio Olimpico e presso lo Smart Village del Centro Ricerche Enea della Casaccia. Tutto questo non distoglie Areti dal suo lavoro ordinario, che ordinario non è, perché si tratta di gestire (dati al 31 dicembre 2021) 31.476 chiolometri di reti, 9.700 GWh di energia distribuita e 13.378 cabine primarie e secondarie su 1.300 km quadrati di territorio servito. Nel 2021 per gli interventi di riqualificazione verso la transizione energetica e per rendere le infrastrutture elettriche a servizio della Capitale sempre più innovative, digitalizzate e resilienti Areti ha investito 275 milioni di euro e il ritmo degli investimenti è destinato a rimanere intenso anche nell’anno in corso.

Ma di che si tratta, in particolare? «Gli interventi sono di vario genere, ma mi preme sottolineare che sono stati  realizzati lavori di potenziamento ed ampliamento degli asset esistenti – spiega Bonato – con l’obiettivo di garantire il livello di affidabilità della rete e degli impianti, migliorando la qualità tecnica e la continuità del servizio». In particolare sono state eseguite azioni di ammodernamento e potenziamento delle linee elettriche di alta tensione, delle cabine primarie e delle reti di media e bassa tensione, con l’obiettivo di incrementate la resilienza della rete elettrica di distribuzione e contenere eventuali rischi di disalimentazione. Questo per fare fronte a fattori critici dovuti al cambiamento climatico come allagamenti dovuti a piogge particolarmente intense, ondate di calore e prolungati periodi di siccità. «Innovazione e digitalizzazione guidano lo sviluppo – sottolinea Bonato – non a caso sono stati implementati sistemi di automazione e telecontrollo delle cabine secondarie di media e bassa tensione. Nei nuovi investimenti la parte del leone la fanno sempre capitoli classici su resilienza, rifacimento linee, magliature della rete, per fronteggiare ondate di calore e bombe d’acqua, il che ci ha già permesso di ottimizzare gli indicatori di qualità del servizio: nel 2021 abbiamo ridotto del 30% la durata dei guasti. E in tutto l’anno non abbiamo mai subito grosse criticità, nemmeno nel giugno scorso quando a Milano si verificò una interruzione molto lunga».

Ma non basta. Per svolgere al meglio il suo lavoro di controllo e prevenzione dei guasti, Areti si avvale di una nuova generazione di droni, denominata “Autonomus”, che è guidato dall’intelligenza artificiale, con cui è possibile effettuare ispezioni visive e termografiche sulle cabine primarie. Inoltre, un progetto ulteriore – denominato Gimmi – si avvale di droni in volo autonomo per l’ispezione di linee aeree di alta tensione. I velivoli comunicano direttamente con una piattaforma che permette l’analisi della rete elettrica in modo da garantire il miglioramento della continuità del servizio.

In questo contesto anche l’immagine vuole la sua parte: «Nel mese di aprile – conclude Bonato – è stato avviato il rebranding del logo della società. Il nuovo logo, con nuovi colori, per uno stile di comunicazione contemporaneo e aperto al futuro, esprime l’identità di un’azienda moderna, che mette a sistema innovazione e tecnologia. “Essere una rete invisibile, di valore visibile, per una città vivibile” è il payoff. Per accompagnare l’importante fase di implementazione che Areti sta portando avanti su tutti i fronti, ci è sembrato giusto rinnovare anche la nostra immagine, realizzando un nuovo logo colorato e moderno, che possa rappresentare meglio questo importante sviluppo fortemente legato all’innovazione e alla digitalizzazione». Il progetto, realizzato internamente grazie alle persone di Areti e del Gruppo Acea, vuole comunicare al meglio il valore aggiunto che la società offre quotidianamente con l’impegno dei professionisti sul campo che lavorano sulle infrastrutture elettriche, promuovendo sempre la continua innovazione dei servizi erogati.