è stato uno dei passaggi chiave del presidente dell’Andaf – l’Associazione nazionale dei direttori finanziari – al Congresso che si è svolto ai primi di novembre a Perugia – con un grande concorso di speaker e di ospiti di assoluto prestigio – focalizzando il dibattito proprio sul future della professione del Cfo alla luce della prepotente evoluzione tecnologica in atto. Giocoforza, discutere di industria 4.0, di “Internet delle cose”, di “fintech”: un repertorio di novità che se già incrocia ormai quotidianamente il lavoro di moltissimi Cfo non è ancora completamente entrato nelal mentalità professionale corrente e, soprattutto, richiederà per rivelarsi per quel che è, ovvero una risorsa preziosa, un’evoluzione ed un aggiornamento professionale possibile ma certo impegnativo.
Dalla “due giorni” perugina è scaturita, comunque, la netta sensazione che la categoria sia consapevole di tutto questo e non solo pronta ma addirittura desiderosa di mettersi in gioco ed accogliere le novità con lo spirito giusto.
Il concetto-chiave sarà quello del passaggio del ruolo del Cfo dalla storica funzione di “manager dei conti” a quella attuale, che assorbe la prima ma la travalica e di molto: il “manager dei dati finanziari”.
Più impegno, più responsabilità, più soddisfazioni.
















