A cura di Valerio Boni

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Una Porsche a quattro porte non è più considerata una rivoluzione per una Casa che negli anni si è costruita un’immagine di sportività. Le coupé da gustare da soli, o al massimo da condividere in coppia restano le più desiderate, ma la gamma comprende oggi anche modelli che sconfinano nei territori di altri costruttori, come la SUV Cayenne, o la Panamera a quattro porte, appunto. Quest’ultima è arrivata nel 2009, dopo una gestazione passata attraverso numerosi progetti visti e abbandonati perché non rispondevano in pieno alla necessità di mantenere inalterato tutto il DNA Porsche anche in un modello potenzialmente destinato alle famiglie. Negli anni la Panamera si è evoluta, è stata ristilizzata e ora arriva anche nella versione Sport Turismo, che vuole essere la risposta alla SW moderne, che oggi si chiamano shooting-brake, riprendendo un termine coniato ai primi del Novecento per definire le vetture di lusso più spaziose. Le sue dimensioni non variano di molto, ci sono un centimetro in più in lunghezza e tre in altezza nella linea del tetto, e le forme rimangono ispirate a quelle della regina di casa, la coupè 911. Le modifiche che contano sono concentrate nella zona posteriore, nel portellone che permette di aumentarne di 50 litri la capacità di carico, e negli interni che nascono 4+1, vale a dire con tre posti nella zona posteriore, anche se resta la possibilità di scegliere la configurazione con quattro sedili separati della berlina.

Un portellone che aumenta la capacità di carico di 50 litri, interni che ospitano 5 passeggeri: sono le piccole rivoluzioni della panamera

Il temperamento resta quello di una sportiva di razza, e i 259 km/h della versione più tranquilla ne sono una prima testimonianza, tuttavia la Sport Turismo non vuole essere un’auto estrema, è progettata per essere alla portata di molti. Lo confermano dettagli tecnici come la trazione integrale per tutte le versioni, e come le ruote posteriori sterzanti. Ogni volta che si agisce sul volante, non girano solo le ruote anteriori, si spostano lateralmente anche quelle dietro, ma lo fanno in modo intelligente e progressivo. Se fino a una velocità di 50 km/h sterzano in senso contrario rispetto all’anteriore per migliorare l’agilità e facilitare le manovre, sopra quella soglia si muovono parallelamente con l’obiettivo di incrementare la stabilità nelle curve veloci. Tutto sembra, e in realtà lo è, concepito per coccolare chi deve viaggiare, lasciando a chi guida la possibilità di scegliere il livello di divertimento. Se la conformazione degli interni è fondamentale per assicurare il comfort sulle distanze più lunghe, affrontabili a medie elevate, sono necessari anche altri elementi per isolare ogni elemento di disturbo proveniente dall’esterno. Come le sospensioni, pneumatiche e adattive, in grado non solo di ridurre lo scuotimento in curva, ma anche di filtrare in modo efficace buche, tombini e pavé. Il cambio lavora nella stessa direzione, è il classico PDK Porsche, che sfrutta la tecnologia a doppia frizione per favorire passaggi di marcia rapidi e precisi, con otto rapporti.

Le ibride sono già oggi in testa alle preferenze nella gamma panamera con un ordine ogni tre e la tendenza in costante crescita

I primi sei sono pensati per sfruttare al meglio la potenza, automaticamente o usando il comando sequenziale, mentre settima e ottava sono di riposo: permettono di mantenere velocità elevate a un più basso numero di giri, favorendo così la silenziosità nell’abitacolo e i consumi di carburante. Per i motori c’è solo l’imbarazzo della scelta, sono quattro, compreso il 4.0 diesel, un otto cilindri a V pensato espressamente per chi cerca le prestazioni, 310 cavalli e 282 km/h possono bastare, con l’elasticità e qual pizzico di risparmio che non guasta, tipici dei motori a gasolio. Poi ci sono i V6 e V8 a benzina, che spaziano da 243 a 404 cavalli, e non manca la versione ibida E-Hybrid. Non si tratta, è evidente, di un’accoppiata di motore tradizionale ed elettrico da taxista, perché il concetto è sostanzialmente quello della Formula 1, anche se non manca la possibilità di percorrere 50 km reali in modalità elettrica al 100 per cento. Tuttavia, se quel che conta sono le prestazioni, è sufficiente selezionare la modalità Sport Response per ottenere per 20 secondi tutta la potenza combinata proveniente dai due motori. Già oggi nella gamma Panamera le ibride sono in testa alle preferenze, con un ordine ogni tre, con una tendenza in costante crescita, che subirà un’impennata quando nel prossimo futuro arriverà la Turbo E-Hybrid, un vero e proprio mostro da 680 cavalli complessivi, già in listino a 194.604 euro. Ma per entrare nel mondo della Sport Turismo, è sufficiente investire quasi la metà, la soglia di accesso è fissata a 101.502 euro.