Cresce la voglia di Borsa. Il mercato lo chiede e anche gli ultimi strumenti pensati per le Pmi spingono verso la quotazione in Borsa: le società quotate all’Aim, il segmento dedicato alle aziende di piccole e medie dimensioni che puntano ad accelerare i progetti di crescita e internazionalizzazione, aumentano costantemente e rapidamente di numero, come si vede anche dal rapporto annuale pubblicato recentemente da PwC, “Ipo Watch Europe“.
Il fenomeno non è solo italiano e il report lo sottolinea: nel primo semestre 2019 nei mercati europei sono state realizzate 53 Ipo che hanno raccolto in totale 12,1 miliardi. La maggiore la troviamo in Italia con Nexi SpA, per un valore di 2,056 miliardi di euro, Network International Holdings plc (1,414 miliardi), Stadler Rail AG (1,351 miliardi), Traton SE (1,350 miliardi), e Trainline Plc (1,227 miliardi). Tra le varie Borse, quella che ha realizzato il numero maggiore di ingressi sul mercato è Londra, con 16 Ipo per un controvalore pari al 42% della raccolta europea. La Borsa italiana non sfigura, con le sue 8 quotazioni a Piazza Affari e una raccolta di 2,1 miliardi di euro, grazie anche a Nexi. Quali sono le aziende che si quotano? Il settore più dinamico nel primo semestre 2019 resta quello finanziario con 5,2 miliardi pari (Il 43% della raccolta europea). Secondo Mara Biscaro, associate partner Capital Markets & Accounting Advisory di PwC, «Il mercato delle Ipo in Europa rimane incerto, anche se alcune recenti importanti novità, quali le nomine europee, il venir meno della procedura di infrazione in Italia e alcuni segnali di distensione nei rapporti Usa-Cina, dovrebbero aver rimosso alcune delle incertezze che possono aver rallentato alcuni progetti di Ipo». In Italia si discute molto di come far ricadere positivamente sull’economia reale la liquidità in circolazione: finanza alternativa come il private equity, il venture capital e il private debt, in questi anni hanno permesso a molte aziende di fare il salto dimensionale e generazionale preparandosi poi a un ingresso in Borsa con tutte le carte in regola. La linea tracciata, a vedere i risultati, sembra quella giusta, occorre continuare con le politiche di investimento finalizzate alla creazione di un nuovo tessuto finanziario che diriga gli investimenti per crescere e far crescere l’economia del Paese e il territorio tutto.
















