Marco Lazzari BPER Banca

In un’Italia che fa del Made in Italy agroalimentare una delle sue bandiere più identitarie e redditizie, la finanza gioca un ruolo cruciale. La filiera vale una quota rilevante del Pil nazionale, con una spinta importante delle DOP e IGP, circa 900 eccellenze conosciute in tutto il mondo che hanno raggiunto un volume di affari superiore ai 20 miliardi di euro, il 60% destinato all’esportazione. Un comparto, dunque, che incarna una doppia natura: produttiva e simbolica. Ma è anche un sistema complesso, esposto a cicli stagionali, instabilità climatiche e dinamiche geopolitiche che richiedono conoscenza specialistica e strumenti di credito su misura. È in questa cornice che si colloca l’impegno di Bper Banca attraverso il Servizio Agribanking, guidato da Marco Lazzari. «L’agroalimentare produce beni essenziali, e già questo lo rende strategico per il Paese», osserva Lazzari. «Si tratta di un settore che bisogna comprendere a fondo, fatto di territori diversi, filiere complesse e rischi specifici. Per sostenerlo serve una banca che sappia affiancare le imprese con competenza tecnica e capacità di analisi».
L’impegno non è solo teorico: ogni mese Bper destina circa 100 milioni di euro in finanziamenti a favore del comparto agroindustriale, con una quota crescente dedicata a progetti ESG e d’innovazione tecnologica. La logica è duplice: garantire liquidità e costruire percorsi di crescita sostenibile attraverso l’integrazione di capitali privati, garanzie pubbliche e strumenti agevolati. In particolare, il supporto si articola anche in collaborazione con le misure dei Programmi di sviluppo rurale regionali, confluiti oggi nel Complemento di sviluppo rurale (Csr), oltre che con le opportunità offerte dal Pnrr.
«La combinazione di garanzie pubbliche con strumenti di finanza agevolata può rappresentare un’importante leva di crescita», spiega Lazzari. «Spesso molte aziende agricole non redigono un bilancio in senso stretto: questo rende essenziale l’analisi qualitativa, la conoscenza del territorio e la capacità di leggere la solidità dei progetti anche al di là degli schemi tradizionali».
La filiera agroalimentare rappresenta una geografia produttiva frammentata, dove convivono cooperative, imprese individuali, aziende agricole di medie dimensioni e gruppi industriali ad alta intensità tecnologica. La sfida di BPER è proprio quella di accompagnare questo mosaico attraverso una rete di consulenti specializzati — agronomi, esperti di credito agrario, analisti di bandi — in grado di proporre prodotti finanziari calibrati sulle esigenze specifiche di ciascun territorio.
L’approccio si fonda su un concetto-chiave: integrazione tra conoscenza e capitale. Non basta concedere credito; occorre interpretare i cambiamenti in corso, a partire dalla svolta verso la transizione ecologica e l’evoluzione digitale. «Oggi più che mai bisogna puntare su innovazione e sostenibilità per mantenere alta la competitività», sottolinea Lazzari. «L’adozione di tecnologie 4.0 – droni, satelliti, sistemi di guida automatica – è ormai un fattore determinante. Come banca vogliamo intercettare queste opportunità e premiare chi investe in innovazione e miglioramento delle performance Esg, con condizioni di credito più favorevoli».
Proprio gli indicatori Esg stanno assumendo un valore crescente nella valutazione creditizia. Bper ha sviluppato modelli interni che integrano i parametri ambientali e sociali nella stima del rischio: la sostenibilità, in questa visione, non è solo un principio etico ma un moltiplicatore di affidabilità economica e reputazionale.
Lazzari sottolinea anche un altro aspetto evolutivo: «Di basilare importanza l’ingresso in Agricoltura dei giovani, che portano idee ed innovazione, cosi come delle donne che ad ogni modo già conducono circa una azienda agricola su tre. Il nostro compito è garantire ascolto e accesso alle risorse, facilitando la collaborazione con gli enti pubblici e con gli strumenti finanziari del sistema». Accanto al sostegno diretto, Bper mantiene un ruolo attivo nelle sedi di confronto tra istituzioni e imprese: convegni, fiere di settore, iniziative territoriali e progetti divulgativi sono parte integrante di una strategia di presidio che punta a mantenere vivo il dialogo con tutti gli attori della filiera. L’obiettivo è far evolvere l’agroalimentare non solo come patrimonio produttivo, ma come laboratorio di innovazione e sostenibilità per l’intero sistema economico nazionale.

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