La app per l’affitto delle barche che piace anche agli “angeli”

Un mercato a livello mondiale da 50 miliardi di dollari e la possibilità di diventarne uno dei leader globali con una quota tra il 5 e il 10%. È questo l’obiettivo estremamente ambizioso di Sailogy, una startup nata dall’intuito di Manlio Accardo e che ha appena concluso un round di finanziamento da 10 milioni di dollari raccogliendo denaro da 27 soci differenti. Accardo è un ex manager Ferrari con la passione per le barche che nel 2012 ha deciso di fondare un’azienda «che facesse da market making – ci spiega – e che lavorasse con velocità e trasparenza. Nel mercato del noleggio delle barche, quando siamo arrivati noi, mancava la possibilità di fare una prenotazione online e di ricevere la conferma istantaneamente. Noi invece possiamo offrire questo servizio tramite un software proprietario che consente di avere una connessione immediata tra l’utente e la società. Non siamo l’Airbnb delle barche, lavoriamo solo con aziende di charter professioniste. Inoltre, abbiamo eliminato le astuzie tipiche del mercato, come ad esempio la tassa di soggiorno, le lenzuola a parte e via dicendo. In realtà non abbiamo inventato nulla, abbiamo fatto una cosa normale ma che funziona moltissimo perché i clienti non hanno voglia di perdere tempo». Sailogy, quindi, nasce nel 2012 e oggi può contare sulla partecipazione di 60 tra persone fisiche e giuridiche. Tra queste, c’è solo un fondo pubblico-privato: TI Venture del Canton Ticino, che ha tra i suoi obiettivi quello di stimolare l’economia ticinese attraverso l’investimento in società virtuose. TI ha poco più del 7% del capitale di Sailogy. «Ci siamo sempre trovati molto bene con gli “angel” – continua Accardo – anche se è molto faticoso. Ma ha due enormi vantaggi: semplifica la governance e permette di ampliare sempre più la platea di potenziali soci». Il 23 giugno scorso, Sailogy ha completato l’acquisizione di Master Yachting, società leader in Germania per noleggi di imbarcazioni che offre consulenza e assistenza ai turisti tedeschi. Si tratta di una società storica, nata nei primi anni ’90 che, dopo una serie di passaggi di mano, è stata acquistata dalla società di Accardo grazie a un round di finanziamento da 10 milioni di dollari. E il futuro sembra essere particolarmente positivo. «Uno degli aspetti che ci fanno più gola – spiega ancora Accardo – è quello del mercato P2P, nonostante sia particolarmente complesso, perché sta andando molto forte in Francia e Usa. Per questo motivo abbiamo acquisito Anthlos.com, un’azienda nata all’interno della galassia H-Farm, che si occupa di fare una sorta di Airbnb delle barche. È complementare a noi, ma sfrutta una serie di funzioni che abbiamo in comune, come il SEO e la gestione della clientela. Non è un caso che questa società stia crescendo a ritmi vertiginosi, del 100% anno su anno». Un’altra differenza tra Sailogy e Anthlos è che la prima fa pagare solo a chi vende, applicando una fee, mentre con la seconda è anche il cliente che si accolla parte delle spese. Ma un mercato da 50 miliardi di dollari complessivi non può essere aggredito esclusivamente da una startup, servono partnership con i “giganti” del settore. «A marzo di quest’anno – conclude il CEO di Sailogy – abbiamo lanciato un servizio di white label con Beneteau, primo cantiere navale al mondo che è anche quotato in borsa. Questo colosso ha lanciato un progetto – “band of boats” – che è un vero e proprio punto di riferimento per la nautica. Uno dei servizi offerti, quello di locazione, è gestito direttamente da noi e dal nostro software. Per il momento non abbiamo altri accordi all’orizzonte, ma sappiamo dove vogliamo arrivare. Andiamo dritti per la nostra strada perché vogliamo diventare leader di mercato a livello globale, visto che già lo siamo in Italia e Germania. C’è la clamorosa opportunità di creare un soggetto che possa arrivare a detenere tra il 5 e il 10% del totale. Stiamo parlando di cifre che oscillano tra i 2,5 e i 5 miliardi». Sailogy oggi ha sede nel Canton Ticino, ma ha una società di servizi a Milano e una sede in Germania, oltre ad avere uno staff francofono interamente dedicato al servizio “band of boats”. L’organico, al momento, è di 40 persone. Ma è destinato a crescere ancora. 

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