Credit by rarrarorro - stock.adobe.com

A volte in Italia, è lo stupore che sia accaduto quello che doveva accadere a stupire davvero. L’aforismo descrive la sorpresa nel leggere i commenti sul successo italiano ai giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Non solo sul piano sportivo per il record di 30 medaglie, ma soprattutto per il merito organizzativo riconosciuto su scala mondiale. Il sistema Paese ha offerto al mondo un esempio di funzionalità e organizzazione, del quale chi conosce le imprese italiane – che ogni giorno fanno funzionare la seconda manifattura d’Europa – non ha da stupirsi. Un successo che inizia nel giugno 2019, quando il Cio scelse la candidatura di Milano-Cortina col suo nuovo modello di organizzazione diffusa. Non era una scelta ovvia e non è stato così in altri casi: la sede dell’Ema per Milano 2 anni prima, o la candidatura di Roma per Expo-2030 4 anni dopo. Governo, Regioni, Coni e associazioni di categoria nel 2019 hanno vinto la partita facendo sistema, sul filo di una forte leadership nelle due Regioni e della credibilità del Presidente del Coni. Non deve stupire che l’organizzazione sia stata all’altezza del compito nella preparazione e nello svolgimento di un evento oggettivamente complesso, che ha mobilitato un budget superiore a €9 mdi. La capacità di programmare ed il successo nell’eseguire in questi territori sono nei numeri. Lombardia e Veneto producono il 28% del PIL e generano il 39% dell’export dell’Italia, con una popolazione ed una superficie pari al 25% ed al 14% di quelle del Paese. Venezia e Milano sono la seconda e la terza città italiane per flussi turistici dall’estero. € 3.2 mdi di investimenti immobiliari commerciali nel 2025 a Milano, di cui il 52% da capitali esteri (seconda dopo Londra fra le grandi metropoli occidentali) ne indicano la risonanza nel mondo. 20,000 studenti internazionali iscritti negli atenei meneghini ne attestano prestigio e capacità di attrarre talenti. La Lombardia traina l’innovazione, col 20% della spesa in R&S del Paese e il 30% delle domande di brevetto. Pochi hanno notato che la crescita del PIL dal 2019 al 2025 di Milano (13.4%) è seconda solo ad Amsterdam e supera Berlino, Barcellona, Londra, Parigi e Monaco. Con questi dati (fonte Assolombarda) perché stupirsi del successo nell’organizzazione di un evento internazionale? È noto quanto gli italiani difettino di autostima, particolarmente quando si tratta di economia e di impresa. Ma in questa circostanza il successo non deve essere una sorpresa ma un’occasione di orgoglio per i risultati e di ambizione ad alzare l’asticella, proprio come nello sport agonistico. È il riconoscimento dell’impegno di tanti e della capacità di fare sistema. Chiudiamo con De Gregori: “viva l’Italia, l’Italia che lavora”.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!