Notaio Giovanna Lima

Nel processo di trasformazione digitale dell’Unione europea, l’evoluzione tecnologica impone una riflessione giuridica profonda, capace di preservare i valori dell’ordinamento e la tutela della persona.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Può un codice informatico sostituire la coscienza giuridica? In un mondo dominato da blockchain e sistemi di Intelligenza Artificiale, il rischio è quello di scambiare la velocità per certezza e l’automazione per giustizia.

Lo Studio Lima, guidato dal Notaio Giovanna Lima, è intervenuto nel dibattito confermandosi una figura di ponte tra la solida tradizione notarile e le nuove frontiere tecnologiche.

I limiti degli algoritmi

Il nuovo assetto normativo europeo, delineato dal Regolamento (UE) 2024/1183 (eIDAS 2) e dal Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act), in continuità con i principi già affermati nel Libro Bianco della Commissione europea del 2020, riconduce l’innovazione tecnologica a un paradigma dichiaratamente antropocentrico, fondato su affidabilità, trasparenza e controllo umano qualificato, confermando che la tecnologia può essere strumento del giurista ma non suo sostituto e che l’automazione, priva di coscienza e responsabilità, non può divenire fonte autonoma di decisioni giuridicamente rilevanti. Rebus sic stantibus, l’IA costituisce un quid pluris solo se resta sotto il controllo della ragione giuridica.

I sistemi algoritmici e le tecnologie a registro distribuito assicurano l’immutabilità del dato e la tracciabilità delle operazioni, ma restano ontologicamente neutrali rispetto alla verità della volontà giuridica. Essi registrano informazioni, senza poter accertare se l’atto sia espressione di una volontà libera, consapevole ed effettivamente conforme all’ordinamento. In assenza di un vaglio umano qualificato, la certezza giuridica rischia di ridursi a una certezza meramente apparente, priva di contenuto assiologico e di tutela sostanziale.

A livello nazionale, tali principi trovano ulteriore conferma nella legge 23 settembre 2025, n. 132, che attua e coordina il quadro europeo in materia di intelligenza artificiale, imponendo obblighi di trasparenza, controllo umano ed etica professionale nell’impiego dei sistemi intelligenti. La normativa ribadisce che l’uso dell’IA non può tradursi in una delega automatica di funzioni decisionali prive di presidio umano, in particolare nei settori ad alta rilevanza giuridica.

La funzione notarile nell’era digitale

All’uopo, con specifico riferimento alla funzione notarile, essa si rivela non surrogabile, poiché il Notaio, in virtù della propria competenza giuridica e responsabilità personale, è in grado di validare non soltanto la reale identità delle parti coinvolte, ma soprattutto l’origine, la capacità e l’effettiva volontà delle stesse, accertando la corretta formazione della volontà negoziale e verificando che la stessa sia libera, non viziata e non coartata.È in questa dimensione che si misura la differenza tra un sistema di registrazione automatica e un sistema di garanzia giuridica. Il Notaio assicura la formazione consapevole della volontà giuridica, garantendo che ogni atto sia espressione autentica di una volontà libera, informata e conforme ai valori costituzionali, e non il risultato di automatismi impersonali. In tal senso, la funzione notarile si pone quale strumento di tutela effettiva della persona.

In tale prospettiva il Notaio europeo assume un ruolo di equilibrio tra diritto e tecnologia, tra libertà privata e ordine pubblico, tra innovazione e giustizia. Radicato nella tradizione giuridica e proiettato verso il futuro digitale, il notariato continua a svolgere un ruolo essenziale di custodia della fiducia pubblica. Garantire che la trasformazione tecnologica resti coerente con la certezza del diritto costituisce il presupposto imprescindibile di un’evoluzione digitale conforme aivalori fondativi dell’ordinamento giuridico italiano ed europeo.