Innovazione, così formiamo i nuovi dirigenti

Claudio La Torre ha 34 anni e in Ericsson è Head of business development and performance management. Ha aderito al programma “Be Manager” di Federmanager e sta ottenendo la certificazione di Innovation Manager.

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Perché un manager giovane come lei ha sentito l’esigenza di certificare le sue competenze?

Sono attratto dalle cose nuove. E il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente anche per la mia generazione. Questa esperienza è come un investimento sul mio futuro. Esistono tante certificazioni che riguardano competenze tecniche oppure specialistiche, ma a me interessava ottenere una certificazione di ruolo. Qualcosa che accertasse anche le mie competenze “soft”. 

Ad esempio? 

Spirito di adattamento, creatività, soprattutto se si lavora in contesti ad alto tasso di innovazione, e il giusto atteggiamento verso le persone. 

Chi è oggi il manager per l’innovazione, che profilo ha? 

La considero una qualifica high level, che corrisponde all’idea di un manager che sa gestire le fasi di cambiamento. La verità è che oggi si affrontano sfide simili al passato, ma in modo completamente diverso. Io, pur non avendo un profilo tecnico, ho la fortuna di lavorare a stretto contatto con ingegneri e informatici: il mio contributo consiste nella capacità di tradurre in termini di business i cambiamenti tecnologici. Per questo, essere un “innovation manager” vuol dire possedere capacità di sintesi e di risultato. Saper interpretare e ispirare, gestire team virtuali e con competenze trasversali. Insomma, muoversi in un “holarchy system”, si direbbe in inglese. Le divisioni gerarchiche con centinaia di persone che riportano con diversi livelli all’unico dirigente stanno sparendo. 

Quanto è importante la formazione per la crescita professionale?  

Si studia sempre, il training è fondamentale. Sono molto selettivo nella scelta di un corso perché è importante spendere il tempo in maniera efficace. Inoltre è utile avviare una formazione che sia complementare a quella che si trova in azienda.  Consente di imparare cose nuove che poi ti riporti nel lavoro quotidiano. L’aggiornamento in ambito Industry 4.0 e la possibilità di confronto con altre realtà aziendali sono motivi per cui ho scelto il programma di Federmanager.

E come sta andando?

Ho iniziato da poco e ho completato la fase di attestazione. Raccogliere le mie esperienze passate mi ha consentito di fare un mio update personale che poi ho trasferito al valutatore. È stato interessante individuare i gap da colmare per migliorarmi. Dovrò iniziare fra poco il master breve e le visite aziendali. Le mie aspettative sono molto alte e mi auguro di riuscire a far conciliare questa formazione con gli impegni lavorativi. Sarà un’ottima occasione per incrementare la mia rete di conoscenze in Italia, dopo una lunga gavetta internazionale.