Negli ultimi anni i crediti d’imposta 4.0 hanno rappresentato il motore principale degli investimenti in innovazione, permettendo a migliaia di imprese di acquistare nuovi macchinari, potenziare gli impianti e integrare tecnologie digitali avanzate. Questo sistema di incentivi ha sostenuto in modo diretto la trasformazione digitale del tessuto produttivo italiano. Ora, però, potrebbe arrivare una svolta. Le anticipazioni sulla Legge di Bilancio 2026 indicano che il Governo sta valutando di superare i crediti d’imposta e tornare a iper-ammortamento e super-ammortamento, reintroducendo la logica delle maggiorazioni fiscali sui beni acquistati. Un cambiamento che, secondo quanto si legge su Artser, modificherebbe profondamente le modalità di agevolazione e le strategie di investimento delle imprese.
Crediti d’imposta, cosa cambia per le imprese
Il passaggio dai crediti d’imposta alle maggiorazioni fiscali comporterebbe un mutamento sostanziale nella modalità di fruizione degli incentivi. Con il nuovo modello, l’agevolazione non verrebbe più riconosciuta attraverso un credito utilizzabile in compensazione, ma tramite deduzioni maggiorate sul reddito imponibile, applicate direttamente sul valore dei beni acquistati.
Le percentuali previste favorirebbero in particolare gli investimenti in macchinari, impianti e software interconnessi, in continuità con le logiche dell’Industria 4.0. Potrebbero inoltre essere introdotte maggiorazioni ulteriori per i progetti che comportano un miglioramento dell’efficienza energetica o una riduzione dei consumi. L’obiettivo è allineare gli incentivi italiani alle prassi europee, privilegiando strumenti che incidono sul bilancio aziendale anziché sulla liquidità immediata.
L’impatto sulla liquidità aziendale
Il cambio di paradigma avrebbe conseguenze rilevanti sulla gestione finanziaria. Con il sistema attuale, basato sui crediti d’imposta, le imprese beneficiano di un effetto immediato sulla cassa, grazie alla riduzione del carico fiscale e contributivo. Questo meccanismo consente di sostenere rapidamente i costi degli investimenti e migliorare la capacità operativa nel breve periodo.
Con l’iper-ammortamento il vantaggio economico si distribuisce invece lungo la durata dell’ammortamento del bene. L’incentivo non produce un incremento immediato della liquidità, ma genera un risparmio fiscale progressivo negli anni. Per le imprese con fabbisogni finanziari elevati o che operano con investimenti a rapido ritorno, questa differenza potrebbe risultare significativa.
Perché è importante pianificare già nel 2025
Il 2025 si prospetta come un anno decisivo per la programmazione degli investimenti. Le agevolazioni oggi in vigore, in particolare il credito d’imposta per beni strumentali 4.0, resteranno disponibili solo fino alla fine dell’anno, con la possibilità di “congelare” gli ordini entro il 31 dicembre e completare gli investimenti successivamente.
Dal 2026, invece, la convenienza degli incentivi dipenderà dalla capacità dell’impresa di pianificare con attenzione i tempi di ammortamento, valutare la compatibilità delle misure con altri strumenti come la Nuova Sabatini e le agevolazioni nelle ZES/ZLS, e analizzare l’impatto dei nuovi incentivi sul cash flow aziendale. La programmazione finanziaria, dunque, diventerà un elemento ancora più strategico rispetto al passato.
















