Illycaffè, storica azienda triestina fondata nel 1933, ha acquisito l’80% di Capitani, Pmi comasca specializzata nella progettazione e produzione di macchine da caffè per sistemi porzionati, con particolare focus sul segmento domestico. Un’operazione che segna la prima acquisizione di questo tipo nella storia del gruppo e che porta l’azienda guidata da Cristina Scocchia a rafforzare il proprio controllo sulla filiera.
Una scelta di strategia industriale
Non si tratta di un investimento tattico, ma di una mossa con un chiaro valore strategico: ridurre la dipendenza da fornitori extraeuropei, garantire maggiore solidità produttiva e integrare competenze complementari. Capitani, fondata nel 1979 e tuttora gestita dalla famiglia omonima, ha un giro d’affari di circa 20 milioni di euro e 57 dipendenti. Conosciuta per l’innovazione nel design e per la qualità delle sue macchine, l’azienda era già partner di Illycaffè come fornitore per il segmento casa.
Le parole di Scocchia: “Non è tempo di stare fermi”
“Abbiamo un piano di sviluppo a cinque anni che punta a raddoppiare il fatturato di Capitani – ha dichiarato l’ad Scocchia –. È un’operazione che nasce dal dialogo iniziato sei mesi fa e che ci permette di valorizzare la capacità di innovazione di questa realtà, mantenendo la famiglia Capitani coinvolta con una quota del 20% e ruoli operativi chiave”.
Il closing dell’operazione è previsto entro metà ottobre, ma già si guarda oltre: “Il contesto globale ci obbliga a pensare in grande. Non credo sia il momento di vivere in una sorta di stagnazione strategica. Al contrario, bisogna attrezzarsi per affrontare sfide come i dazi crescenti sull’export verso gli Stati Uniti e l’impennata dei prezzi del caffè verde. Questa acquisizione è un primo passo per rendere Illycaffè più solida e resiliente”.
Filiera italiana e nuove sinergie
La mossa arriva dopo un semestre chiuso con una crescita dell’11% e a pochi mesi dall’acquisizione del distributore svizzero. La strategia sembra chiara: presidiare la distribuzione europea e rafforzare l’integrazione della filiera produttiva, in modo da affrontare mercati e volatilità globale con basi più robuste.
Capitani rappresenta non solo un tassello industriale, ma anche un esempio di eccellenza del made in Italy che entra a pieno titolo in una multinazionale di respiro internazionale. La sfida ora è sviluppare economie di scala, innovare sui sistemi di consumo domestico e garantire una catena di fornitura più sicura e meno esposta a shock esterni.
















