The concept of business, technology, the Internet and the network. A young entrepreneur working on a virtual screen of the future and sees the inscription: Venture capital

È stato presentato nei giorni scorsi il primo semestre 2022 del Rapporto di ricerca Venture Capital Monitor – VeMTM sulle operazioni di venture capital in Italia. Lo studio è stato realizzato dall’Osservatorio Venture Capital Monitor – VeMTM attivo presso Liuc Business School e realizzato grazie al contributo di Intesa Sanpaolo Innovation Center ed E. Morace & Co. Studio legale e al supporto istituzionale di CDP Venture Capital SGR e IBAN, con l’obiettivo di sviluppare un monitoraggio permanente sull’attività di early stage istituzionale svolta nel nostro Paese.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

172 operazioni e un valore complessivo di 1,1 miliardi

Il primo semestre 2022 si è chiuso con 172 operazioni (initial e follow on); erano 153 lo scorso anno (+12%). Se si guarda solo ai nuovi investimenti, initial, questi sono stati 157 rispetto ai 137. Per quanto riguarda l’ammontare investito sia da operatori domestici che esteri in startup italiane, il valore si attesta a 957 milioni di euro distribuiti su 161 round, in aumento rispetto ai 429 milioni per 141 operazioni del primo semestre 2021. Al contrario, si registra un rallentamento sull’ammontare investito in realtà estere fondate da imprenditori italiani che passa da 379 milioni a 176 milioni di euro, con un numero di operazioni in linea con l’anno precedente (11 round rispetto ai 12). Sommando queste due componenti, il totale complessivo si attesta a 1,1 miliardi di euro (erano 808 milioni nel primo semestre 2021).

“I numeri sorprendenti, per un primo semestre dell’anno così complicato per via degli scenari economici e politici che si stanno sviluppando, mostrano che l’innovazione è fondamentale per permettere all’economia di avanzare anche e soprattutto nei momenti di crisi, afferma Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI “I dati dimostrano anche che le startup domestiche hanno tutte le caratteristiche per diventare le grandi società del futuro visto che in soli sei mesi è stato investito quasi un miliardo su quelle italiane”.

Un ruolo chiave nell’innovazione

“Il corporate venture capital, in questa prima parte dell’anno, ha dimostrato di avere un ruolo importante nell’innovazione aziendale” dichiara Anna Gervasoni, professore Liuc -Università Cattaneo, “Gli investimenti di questo comparto hanno rappresentato il 22 % del totale delle operazioni, a testimoniare che le imprese svolgono un ruolo importante nella filiera dell’innovazione e si strutturano con veicoli ad hoc, in modo da rendere i loro interventi strutturali e non sporadici”.

“Anche in questo primo semestre, segnato da forti cali nei mercati finanziari in seguito alla crisi geopolitica e all’accelerazione dell’inflazione, gli investimenti in Venture Capital in Italia sono sensibilmente cresciuti” – spiega Maurizio Montagnese, Presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center. “Il ruolo decennale del nostro Gruppo nel sostenere le startup sia finanziariamente sia con iniziative di accelerazione sui territori, sta portando evidenze concrete e valore per un futuro industriale del nostro Paese. La nostra controllata al 100% NEVA Sgr e gli altri investitori istituzionali e privati sono sempre più propensi a operare portando nuovi capitali in questo segmento di mercato a supporto dell’innovazione”.

Aumentano i business angel

“Anche nel primo semestre del 2022 gli investimenti dei business angel italiani nelle startup e nelle pmi innovative risultano in crescita. I business angel si confermano protagonisti del venture capital e anche nei primi sei mesi di quest’anno hanno partecipato a oltre la metà delle operazioni di investimento in Italia, prevalentemente in syndication con i fondi venture ma non solo, risultano infatti in crescita anche gli investimenti fatti in autonomia. Segnali positivi e incoraggianti che ci portano, come Associazione, a continuare lungo il percorso intrapreso, per supportare gli investitori informali italiani nelle loro scelte di investimento e per aiutarli ad acquisire le competenze e l’autorevolezza che meritano”, ha commentato Paolo Anselmo, Presidente di IBAN.

“L’Italia del venture capital cresce, mentre nel mondo soffre. Innanzitutto le valutazioni delle imprese nel nostro Paese sono più realistiche che altrove e poi sono meglio integrate in filiere produttive che rappresentano l’evoluzione dei tradizionali distretti, permettendone una crescita organica e costante”, ha dichiarato Pierluigi De Biasi, partner dello studio legale E.Morace & Co.