Se non puoi saltare o abbattere l’ostacolo, aggiralo. E così una comunità di amici e creatori digitali si sono inventati un’attività che, considerate le premesse dei primi mesi vita – 6 milioni di visualizzazioni in rete solo nella prima settimana –, promette di fare proseliti e svolgere il difficile compito di spiegare ai ragazzi che cosa sia il sesso e come lo si debba avvicinare.

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La premessa è che in Italia l’educazione sessuale sia scarsa e scadente oltre che oggetto di dispute politiche che non fanno bene alla soluzione del problema. Motivo per cui i giovanissimi – se non c’è l’intervento delle famiglie – apprendono da soli frequentando i siti porno senza avere l’esperienza e la consapevolezza per capire che cosa stiano guardando scambiando finzione con realtà.

Ed ecco che a colmare queste carenze nasce Loveby che ha lanciato la campagna #HackingThePorn per sensibilizzare i navigatori in tenera età sui rischi dell’assunzione senza protezione culturale della pornografia che, a dirla tutta, non viene demonizzata ma inquadrata nella sua dimensione di performance tra attori e dunque da non prendere come riferimento per la vita.

Uno dei fondatori e divulgatori di questa formula innovativa di formazione, Stefano Pozzo (nella foto), spiega che le professioniste coinvolte hanno accettato di caricare i loro video inserendo all’interno “istruzioni per l’uso” da parte di sessuologi che spiegano ai piccoli fruitori – si calcola che i primi approcci avvengano intorno ai 13 anni – che cosa stia andando in onda e come va interpretato.

Vengono analizzati concetti come rispetto, consenso, differenza tra corpi, sentimenti, affettività che danno le chiavi per una comprensione del fenomeno che aiuti a districarsi in un campo minato. Genitori e insegnanti scolastici stando manifestando grande interesse per questa intuizione che mira a rompere un tabù e parlare esplicitamente di argomenti “proibiti”.