Il private debt diventa grandee celebra i suoi campioni
Andrea Cappuccio, amministratore delegato di Emisys Sgr, vincitrice per la categoria "lbo". Sotto, Giovanni Landi, ceo di Anthilia

Avete presente la grande manifattura italiana, quella del “bello e ben fatto”? Ecco, è il tipico genere d’impresa che piace anche ai fondi di private debt, quelli che hanno colto la fase critica del credito bancario e stanno inventandosi modalità nuove e diverse per finanziare i loro clienti. È il caso dei due vincitori della prima edizione del “Private debt award”, messo in palio da Aifi, l’Associazione italiana del private equity, del venture capital e del private debt, di cui Economy è media-partner. Si tratta di Anthilia Capital Partners SGR SpA per un’operazione fatta con Yachtline Arredomare 1618 SpA; e di Emisys Capital SGR SpA per un’operazione a favore di Surfaces Technological Abrasives SpA. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa rivela l’andamento della selezione di questa prima edizione del premio e la tipologia di operazioni prescelte dalla giuria. 

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L’organizzazione del premio, curata da AIfi e Deloitte, ha selezionato 14 operazioni di private debt individuandole tra quelle rientranti in due categorie: Sviluppo (progetti di crescita attraverso l’ingresso in nuovi segmenti, aree geografiche o sviluppando nuovi prodotti e/o tecnologie). Leveraged buyout (Lbo)/operazioni straordinarie (progetti di crescita attraverso acquisizioni, anche insieme a private equity, fornendo il debito necessario per l’operazione di lbo o strutturando l’operazione direttamente con l’imprenditore). «Questa prima edizione del Private Debt Award ci ha regalato subito una nota positiva, cioè il numero delle operazioni candidate», spiega Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi e della giuria: «14 investimenti segnalati fanno ben sperare per un mercato che è appena partito e di cui si parla ancora molto poco. Questo dimostra come i fondi di debito svolgano un ruolo importante anche se ancora troppo sotto traccia, nel mercato dello sviluppo d’impresa». «L’economia italiana offre ancora una straordinaria varietà̀ di occasioni di investimento e di vitalità̀ imprenditoriale», aggiunge Andrea Giovanelli, head of debt advisory, di Deloitte. 

E dunque, con quest’approccio, per la categoria Sviluppo è stata premiata Anthilia, che ha investito nella società Yachtline per finanziare la crescita di uno dei principali operatori al mondo negli arredi chiavi in mano per giga e mega yacht, attivo da oltre 30 anni e con circa 40 milioni di ricavi con oltre 200 artigiani e tecnici di eccellenza. Per la categoria Lbo la scelta ha premiato EmiSys Capital Sgr per aver investito in Surfaces Technological abrasives, azienda leader nella produzione di strumenti per la finitura e la lavorazione di ceramica, pietra naturale, vetro e metallo, con più di 70 milioni di fatturato e circa 200 dipendenti. Nel dettaglio, gli altri finalisti della categoria sviluppo sono stati: Antares AZI – Azimut Libera Impresa SGR SpA per l’operazione I.CO.P. SpA (costruzioni); Finanziaria Internazionale Investments SGR SpA per l’operazione Cartiere Villa Lagarina SpA e per l’operazione USCO SpA; Mediobanca SGR SpA per l’operazione L.E.G.O. SpA e per l’operazione Selle Royal SpA; Muzinich & Co Ltd per l’operazione EcoEridania SpA;  SICI SGR SpA per l’operazione 3M Srl; SICI SGR SpA per l’operazione SILAM Srl. Gli altri finalisti della categoria leveraged buyout/operazioni straordinarie sono stati: Anthilia Capital Partners SGR SpA per l’operazione Imi Fabi SpA; Equita SIM per l’operazione Lameplast Group; Muzinich & Co Ltd per l’operazione Caronte & Tourist SpA; Quadrivio Capital SGR SpA per l’operazione Corpo Vigili Giurati SpA.