È il caso di dirlo: nel settore della gioielleria e dell’oreficeria made in Italy, è tutto oro quello che luccica. Sia dal punto di vista del prodotto, sia sul versante delle tecnologie che contribuiscono a crearlo. Due facce della medesima medaglia (d’oro, ça va sans dire…) che è un’eccellenza italiana e che splende a Vicenzaoro e a T.Gold, appuntamenti chiave per il settore organizzati da Ieg, leader in Italia per manifestazioni fieristiche dirette e di proprietà e tra i principali operatori europei del settore fieristico e congressuale.
«Si parla troppo poco della tecnologia, perché offuscata dall’eccellenza del prodotto finale – dice Marco Carniello (nella foto), direttore della divisione Jewellery and Fashion di Ieg -, ma è il vero motore che spinge tutto ciò che si muove nel settore del gioiello. In questo campo l’Italia è più avanti di tutti e vuole continuare a esserlo».
A livello tecnologico il nostro paese è all’avanguardia da almeno
trent’anni ed esporta macchinari in Turchia, Cina, India e Iran
Erasmo da Rotterdam diceva che «quando l’oro parla, l’eloquenza è senza forza»: la voce di Vicenzaoro sembra invece tutt’altro che debole.
Una delle forze di Vicenzaoro è quella di rappresentare l’intera filiera del gioiello. Ormai buyer e player di settore hanno sempre meno tempo e meno budget per girare e quindi riunire tutti in un unico appuntamento è importantissimo per l’industria. Avere insieme tecnologia, packaging, gemme, componenti, produttori e brand consente a questi soggetti di fare rete e di utilizzare l’evento per organizzare incontri intra-filiera. Nello specifico, la tecnologia è un motore importante di Vicenzaoro, come testimonia la creazione di T.Gold, la fiera in assoluto più importante al mondo per i macchinari dell’industria orafa, che si tiene in un padiglione contiguo a quello di Vicenzaoro. Mentre quest’ultima è fra le prime tre fiere mondiali insieme a quelle di Las Vegas e Hong Kong, T.Gold è l’unica a esprimere il meglio delle tecnologie, grazie alla leadership italiana nel settore. Ospita poco meno di 200 espositori, il 70-80% dei quali italiani, perché da almeno trent’anni il nostro Paese è più avanti di tutti in questo ambito. Vendiamo tantissimo a Paesi come Turchia, Cina, India e Iran, che poi creano con le nostre macchine i loro gioielli mentre la nostra gioielleria si specializza sul design e sull’altissimo di gamma, dove continua a crescere. In sostanza, T.-Gold valorizza una delle declinazioni della leadership italiana nel campo della meccanica e della meccatronica: facciamo bene certi prodotti anche perché sappiamo fare bene le macchine con cui realizzarli.
E come va il settore del gioiello italiano?
È un settore in salute, che vale tra i 7 e gli 8 miliardi di euro ed esporta intorno al 90% della produzione. I Paesi di destinazione sono molti, ma sono anche molto concentrati; uno è la Svizzera, che non è un mercato di consumo diretto ma un hub in cui va tantissima produzione dell’altissimo di gamma italiano destinato alle maison svizzere e francesi; poi ci sono altre tre grandi destinazioni: Stati Uniti, Dubai, che è un mercato di redistribuzione verso il Middle-East, e Hong Kong, che a sua volta redistribuisce verso Cina e Sudest asiatico. In sott’ordine ci sono poi i Paesi europei e Panama, come porta verso i mercati del Sudamerica.
Il made in Italy di gioielleria nasce in quattro distretti con un mix
di competenze: Valenza, Torre del Greco, Vicenza e Arezzo
Dove nascono i gioielli italiani?
Il made in Italy di gioielleria e oreficeria nasce in quattro distretti: Valenza, in provincia di Alessandria, dove ci sono la sede produttiva di Bulgari e Damiani, Vicenza e Arezzo. C’è poi il distretto di Torre del Greco, in provincia di Napoli, dove c’è una gioielleria di nicchia legata al corallo e ai cammei lavorati da conchiglie. Tutti questi distretti utilizzano un mix diverso tra competenze artigianali e altissima tecnologia.
Il ruolo a livello mondiale di Vicenzaoro conferma l’importanza delle fiere per il settore orafo?
Il ruolo e la mission commerciale di appuntamenti come Vicenzaoro sono importantissimi e fondamentali. Intanto, come detto, la fiera rappresenta un’intera filiera, dalle tecnologie al prodotto finito. Consideriamo che nel mondo del gioiello l’80% di ciò che è prodotto e venduto è il cosiddetto unbranded, oppure è creato da brand che sono venduti sotto le insegne delle gioiellerie o delle catene. In questo contesto vi è una frammentazione di piccoli marchi e produttori che hanno nella fiera lo strumento commerciale più rilevante.
Il nostro è un settore
in salute che esporta
intorno al 90% della produzione
Immagino quindi che siate in crescita?
Misuriamo la crescita di Vicenzaoro soprattutto per numero di visitatori: nell’edizione di settembre 2019, quelli stranieri sono cresciuti del 10%. Ciò significa che non solo la fiera continua a essere attrattiva, ma guadagna anche quote di mercato da altre fiere. È un dato rilevante, che ci rende ottimisti e ci incoraggia a continuare nella nostra direzione.
L’Italia è destinata a rimanere leader mondiale in termini di qualità e di export?
Sì, perché la tendenza più recente va in questa direzione. L’Italia ha infatti acquisito sempre più la produzione delle grandi maison; mentre negli ultimi vent’anni c’era stata qualche delocalizzazione verso Paesi come Thailandia e Turchia, recentemente si è assistito a un fenomeno inverso. Bulgari, per esempio, ha realizzato uno stabilimento impressionante a Valenza, una fabbrica 4.0 da centinaia di dipendenti, con personale preparato, processi sostenibili e attenzione alle risorse umane. Mi risulta che anche Cartier stia investendo per portare la produzione in Italia. Il fatto che questi due player si muovano così, dà un’idea precisa di dove stia andando il mercato. Siamo in un bel momento in cui stiamo facendo i “terzisti di grande qualità”. Certo, non stiamo riuscendo a tenerci i brand di alta gamma o a farne crescere di nuovi, ma se sul lato del branding vincono i francesi, sul lato della manifattura esprimiamo il top assoluto nel mondo. La speranza è di diventare i primi anche sui brand.

















