Adesso è (quasi) ufficiale: il pil dell’Italia tracollerà almeno dell’8%. È quanto emerge dal Def che il governo sta preparando in queste ore prima di discuterlo ufficialmente in consiglio dei ministri. In tempo di pace, l’ultima volta che avevamo avuto un calo di queste dimensioni nel nostro Paese è stato nel 1867, con un’economia decisamente diversa e un’unità ancora da completare. Ma è naturale: il blocco totale ha interessato oltre il 50% degli italiani e la Fase Due, che dovrebbe iniziare dal 4 maggio, non sarà un “tana libera tutti” come ha detto Conte, ma piuttosto un timido tentativo di riguadagnare un po’ di normalità. I numeri impietosi non sono finiti: lo scostamento del deficit sarà di almeno 55 miliardi, per un totale del 10,3% del pil. Il che fa capire quanto la voragine originata dal Covid sia stata incredibile e rapidissima.
A voler essere ottimisti, ci sono due dati che meritano di essere considerati: il primo è la previsione del pil per il 2021, che viene visto in crescita del 4,7%, un incremento che non si registrava da decenni e che sembra presagire a un nuovo (mini) boom economico. Ovvio, non si tornerà ai livelli pre-Covid, ma recupereremo la ricchezza perduta con una rapida tripla rispetto a quanto fatto nel post-2009. La seconda notizia positiva è che verranno definitivamente sganciate le clausole di salvaguardia dall’Iva. Questo per scongiurare un’impennata dell’Imposta sul valore aggiunto che avrebbe dato la mazzata finale ai consumi. Per ora tocca accontentarsi di queste notizie, consci del fatto che torneremo, prima o poi, a vedere il sole.
















