Gino Gandolfi, PresiDente di Fiere Parma e Antonio Cellie, a.d. di Fiere Parma

Quando Gino Gandolfi e Antonio Cellie, presidente e amministratore delegato di Fiere Parma, hanno individuato la data per la prossima edizione del Cibus non avrebbero mai immaginato, come nessuno di noi d’altronde, che mai la grande fiera sull’alimentare si sarebbe ritrovata di fronte ad una simile emergenza internazionale. Un’emergenza che affianca ai temi di sempre – la qualità, la varietà, la salubrità e i valori nutrizionali dell’alimentazione – l’incubo della penuria delle derrate, della siccità, della de-globalizzazione. Eppure, a maggior ragione per tutto questo, «Noi di Cibus dobbiamo ricordare – dice Cellie – che il cibo è un bene primario e personalmente auspico che il dibattito della community di fronte alla tragedia umanitaria in Ucraina viri rapidamente dagli aspetti economici a quelli sociali. Su questo infatti apriamo Cibus 2022: come l’agroalimentare può e potrà contribuire alla stabilità dei territori e all’ inclusione delle persone».

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Rispetto al flagello pandemico, che il settore agroalimentare ha patito molto più di quanto si pensi per l’illanguidirsi drastico della filiera horeca (hotel, restaurant, catering), l’industria alimentare italiana aveva saputo reagire: «Il Made in Italy durante il Covid ha mostrato tutta la sua flessibile resilienza quindi si candida, anche in questa delicata fase, a fornire “creativamente” la distribuzione mondiale. Migliaia di buyer verranno a Cibus con questo spirito: capire con i loro fornitori chiave come gestire l’emergenza e, auspicabilmente, uscirne».

Per Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, «La guerra in Ucraina sta provocando un aumento di prezzi smisurato di gas e di materie prime fondamentali, come il grano, il mais e il girasole e la situazione logistica non migliora la situazione. Con il blocco dal Mar Nero, infatti, l’unico trasporto possibile è quello via terra e via ferro ma  l’Ungheria, proprio in questi giorni, sta rendendo molto difficile se non impossibile il trasporto dei cereali, provocando un reale rischio di approvvigionamento per il nostro Paese. L’appuntamento di Cibus serve a ribadire la centralità delle nostre imprese».

E dunque la sfida si fa sempre più pesante. Ma la grinta, da queste parti, non manca: «Radicata sul territorio e in stretta collaborazione con le istituzioni, Cibus – sottolinea il professor Gino Gandolfi, presidente di Fiere Parma – costituisce l’ingresso ideale per i buyer che provengono da tutto il mondo per scoprire la Food Valley e i suoi prodotti. La pandemia ci ha offerto l’opportunità di ripensare alcuni processi e di ottimizzare le nostre risorse. Grazie ai ristori del Governo, al grande impianto fotovoltaico e alle decisioni assunte, possiamo presentare oggi una manifestazione in grado di creare valore e di generare anche un rilevante impatto economico e sociale per la comunità locale e per l’intero territorio nazionale».

Questa 21° edizione, organizzata da Fiere di Parma e Federalimentare, si terrà a Parma dal 3 al 6 maggio 2022. Nel pomeriggio del 3, dalle 14,30 avrà luogo – nel contesto di un palinsesto di eventi molto ricco e qualificato – un convegno sullo spreco alimentare organizzato da Economy.

Al Cibus sono nell’insieme attesi circa 60 mila visitatori professionali a fronte di circa 3 mila aziende espositrici. 

Cibus 2022 rimetterà il cibo al centro del dibattito sociale ed economico, mostrando gli scenari e il suo ruolo imprescindibile all’interno della nostra società. La manifestazione ribadisce il ruolo del food come archetipo dei rapporti sociali, ma grande attenzione sarà rivolta alla sostenibilità intesa in tutti i suoi molteplici aspetti: ambientale, economica e sociale.