Hotel con più camere e nuovi servizi

«L’hotellerie in Italia è un po’ come quella legge della fisica quantistica che dice che se un fenomeno non è rilevato non esiste», ironizza Giovanna Manzi, ceo di Bwh Hotel Group Italia, che che conta su una rete di 180 alberghi in 120 località italiane, sotto i brand WorldHotels, Best Western e SureStay Hotel Group: «nell’immobiliare tutti hanno sempre pensato che gli hotel esistessero solo in determinate città e segmenti, ma in realtà in Italia abbiamo 33mila esercizi alberghieri, con circa 1,1 milioni di camere. In Spagna ci sono solo mezzo milione di camere e sono suddivise su 5mila esercizi: c’è una certa differenza». Il settore va cos’ì verso una razionalizzazione, con accorpamento di piccole realtà: «Il settore dovrebbe contrarsi per aumentare la capacità singola. La media delle 32 camere non può dare profittabilità nel medio lungo periodo, a meno che non abbia un significativo leverage daily rate: l’albergo ideale ha 80, 100 camere. Sarebbe bene anche normare la ricettività extra alberghiera, creando una differenziazione di mercato a beneficio di entrambi i settori. Ci aspettiamo il rinnovo di strutture prodotti». 

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Così, Bwh ha individuato nuove opportunità: «Il nuovo trend è la differenziazione su diversi target. Il 5 stelle, per esempio, ora soffre per carenza straniera, ma non sarà così in eterno. E nei centri minori è opportuno inserire spazi flessibili per l’organizzazione del lavoro da remoto e del coworking. L’importante è anticipare i mercati del prossimo domani: se il mio hotel dipende per un 70%-80% dalla domanda internazionale, soprattutto dagli Usa, forse è meglio provare a guardare al Far East, dove la situazione è già in fase di risoluzione. Oppure al mercato domestico che è sempre una solida garanzia».