Tra i potenziali rischi che il la guerra Israele-Palestina porterà con sè c’è anche quello di un ritorno della crescita dell’inflazione. A porre l’accento sulla questione è il commentatore di investing.com Calogero Selvaggio
“Gli eventi di questi giorni sono terrificanti. Abbiamo la fortuna di vivere in un paese in cui abbiamo la tranquillità per i nostri cari, quindi i nostri pensieri, in primis, sono rivolti alla popolazione e nella più rapida risoluzione di questa tragedia. Ma sfortunatamente nelle economie globali, interconnesse tra loro con trame fitte, ciò che accade a migliaia di chilometri di distanza può avere un impatto economico su di noi in modi che non credevamo possibili. L’instabilità globale sta portando all’aumento dei prezzi del gas e potrebbe portare all’aumento dell’inflazione” commenta Calogero Selvaggio.
Non saranno gli aumenti dei tassi a salvarci dalle conseguenze della guerra Israele Palestina
Fino a poco tempo fa, tutti pensavano che gli aumenti dei tassi avrebbero causato una recessione e che la Fed avrebbe tagliato i tassi, che la recessione avrebbe risolto il problema dell’inflazione. La recessione non è ancora avvenuta ed i mercati stanno cercando di scontarla.
“Il mercato azionario dovrà dunque affrontare la variabile inattesa della guerra in Medio Oriente, che ritengo sia un grosso problema. Attualmente, la situazione è rialzista per oro, argento e petrolio, e qualsiasi ritorsione contro Teheran (Iran) da parte degli USA, sostenitrice di Hamas, potrebbe mettere in pericolo lo Stretto di Hormuz, un passaggio fondamentale per il mercato del petrolio (20 milioni di barili di greggio al giorno). Infatti il petrolio iraniano ha contribuito a placare i prezzi in questo 2023, mentre si assisteva ai tagli dell’Arabia Saudita e della Russia e della riduzione delle scorte ad un ritmo veloce”, continua Calogero Selvaggio.
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Come si comportano i beni rifugio
In un periodo così complesso per la geopolitica tornano ad avere un ruolo di primo piano i cosiddetti beni rifugio.“Nello specifico, possiamo evidenziare che l’oro continua a presentare vantaggi di diversificazione in un portafoglio e spesso supera le performance in periodi di elevati rischi geopolitici. Chi è lungo sull’oro dovrebbe mantenere queste posizioni in previsione di una ripresa nei prossimi 6 mesi. Inoltre, un settore che ha registrato risultati particolarmente positivi in tutto ciò è stato quello dei titoli della difesa. Perché il mercato sa che questo significa che si venderanno più armi” spiega
“Ma i mercati sembrano ancora una volta non cogliere i maggiori rischi, proprio come quando la Russia ha invaso l’Ucraina a febbraio 2022 e la maggior parte delle persone pensava che sarebbe finita in fretta. Anche in questo caso, lo scoppio della guerra sta portando alla corsa dei prezzi del gas che potrebbero pesare soprattutto sui consumatori italiani. La storia è fatta di tragedie una dopo l’altra, e statisticamente il mercato ha premiato gli investitori che hanno lasciato fuori dai loro investimenti le emozioni. Infatti, la guerra e l’incertezza non impediscono performance positive nei successivi 12 mesi”, conclude l’analista di Investing.com.
















