«Perché è nata Alis? Per uno scopo ben preciso: mettere a sistema la filiera della logistica, un insieme di operatori uniti da interessi ed esigenze comuni, che consideriamo essenziali per l’economia e lo stesso sviluppo sociale del nostro Paese”: ha idee chiare Guido Grimaldi, top-manager nel gruppo armatoriale che porta il nome della sua famiglia e presidente dell’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, l’ultima nata – ma già vertiginosamente cresciuta – tra le associazioni d’impresa di nuova generazione che stanno modificando il volto dell’associazionismo economico italiano.
La continuità territoriale con le grandi isole, che deve rappresentare un punto cardine della politica dei trasporti
“Siamo nati per dare voce ad un settore, quello della logistica intermodale, che sino ad ora non aveva trovato risposte nelle già esistenti associazioni di categoria. Cui non facciamo concorrenza, ma lavoriamo in via complementare. Mettiamo a sistema tutti gli operatori del comparto logistico: società di autotrasporto, compagnie armatoriali, aziende ferroviarie, terminal, interporti, agenzie, spedizionieri e autotrasportatori. Grazie all’ingresso di porti, ed al recente ingresso delle Università, in qualità di Soci Onorari, siamo oggi un esempio unico di integrazione”.
Nel giro di poco più di un anno, i risultati che Alis è riuscita a raggiungere sono di assoluto rilievo, a partire dalla rappresentatività. “Ad oggi, sono quasi 1.300 le aziende di trasporto che hanno aderito con convinzione al nostro progetto associativo, con 140.500 unità di forza lavoro, quasi 100.000 mezzi, 2.700 collegamenti marittimi, 120 Autostrade del Mare. E l’associazione ha allestito oltre 200 sedi in tutta Italia”. Tutta Italia, ma guardando al mondo perché l’internazionalizzazione delle aziende di trasporto è uno degli obiettivi primari di Alis: “A questo fine ci poniamo come aggregatori di nuove opportunità di business attraverso l’apertura di nuove linee di trasporto, utilizzando ad esempio l’impiego di navi più efficienti e con maggiore capacità di carico”.
Ci sono poi altri obiettivi essenziali, come attuare la continuità territoriale con le grandi isole, che deve rappresentare un punto cardine della politica dei trasporti del nostro Paese: “Nel rispetto delle regole del mercato, però, e senza alterare la concorrenza tra gli operatori del trasporto marittimo con le sovvenzioni pubbliche. In Italia ancora oggi vengono erogati 92 milioni di euro all’anno ad un’unica compagnia armatrice che offre collegamenti verso le due isole maggiori impiegando navi vetuste e nonostante alcune di tali direttrici vengano operate anche da altri armatori che per farlo non ricevono alcun contributo statale. In tal senso sarebbe molto più corretto erogare tali fondi direttamente ai cittadini e alle aziende sarde e siciliane”.
In generale, Alis – sottolinea il suo presidente – considera lo sviluppo del Mezzogiorno rappresenta “un must per la ripresa economica dell’intero Paese, sviluppo che deve necessariamente passare attraverso un abbattimento dei costi della logistica e del trasporto che consentirà di ridurre il divario economico tra Nord e Sud Italia con tutte le ricadute positive anche e soprattutto sociali. In mancanza di un trasporto competitivo i cittadini del Nord non saranno incentivati ad acquistare beni e servizi delle aziende del Sud Italia e viceversa, con ricadute negative sulla economia e occupazione”.
Lo sviluppo del Mezzogiorno è un must per la ripresa economica dell’intero paese e dell’occupazione
Ma qualcosa sta già cambiando anche grazie alle primissime iniziative dell’Alis, come le nuove linee di cabotaggio nazionale attivate e una virtuosa intermodalità tra gomma-ferro-mare; esempi eclatanti sono l’asse intermodale Francoforte-Bari (di cui Francoforte-Venezia con il treno e Venezia-Bari con la nave) e le direttrici marittime Ravenna Brindisi e Genova Salerno. “Ad oggi abbiamo già sottratto alla strada ben 50.000 camion all’anno, pari a 1,5 milioni di tonnellate di merce trasportata”, dice Grimaldi, ”con l’obiettivo di raggiungere entro 3 anni almeno 200.000 camion che si traducono in 6 milioni di tonnellate di merce trasportata tolta alla strada”. Con forti vantaggi ecologici.
Nella visione di Alis – condivisa dagli autotrasportatori – al trasporto su gomma va affidato il primo e ultimo miglio delle tratte. “Con l’utilizzo dell’intermodalità, dei camion LNG e in futuro dei camion elettrici, è possibile ridurre le emissioni di CO2 dal 40% al 60% rispetto al trasporto tutto strada. Nel 2017, le emissioni di CO2 da combustione di carburanti sono già diminuite di quasi 1 milione di tonnellate ovvero dell’1,4% i rispetto al 2016”.
“Soprattutto – prosegue Grimaldi – i nostri associati hanno visto che lo sviluppo dei trasporti e della logistica intermodale sostenibile in Italia è stato riportato all’attenzione dell’opinione pubblica ed all’ordine del giorno dell’agenda politica nazionale. Ad esempio, la pubblicazione del Marebonus in Gazzetta Ufficiale, avvenuta pochi giorni fa, unitamente al già regolamentato Ferrobonus, è l’ultima dimostrazione che anche grazie al nostro impegno, l’intermodalità ricopre ormai un ruolo sempre più determinante e centrale nella politica dei trasporti”.
Alis ha stretto un’alleanza con Federazione Imprese – forte di oltre 33 mila aziende associate – dando vita a Confalis
Poichè Alis ha l’internazionalità nel suo dna – visto che i mestieri dei suoi soci sono tutti proiettati sul’estero – e quindi ha già puntato forte sull’Europa e sul presidio diretto delle sue istituzioni. “Abbiamo voluto fornire un sostegno concreto nel processo di internazionalizzazione delle imprese associate”, dice Grimaldi, “favorendo il loro avvicinamento ai mercati europei tramite lo sviluppo e la promozione di reti di trasporto che prevedano sempre maggiore utilizzo dell’intermodalità. Per questo abbiamo inaugurato un ufficio a Bruxelles in collaborazione con il Centro Servizi per il Mare dove viene svolta un’attività di monitoraggio e dialogo istituzionale che ha lo scopo sia di avere uno sguardo sulll’attività normativa europea sia captare le possibilità di business scaturenti dall’utilizzo dei fondi europei per la mobilità delle merci in Europa”.
Naturalmente, per giocare a tutto campo tra Italia ed Europa, più si è meglio è. Quindi Alis ha stretto un’alleanza con Federazione Imprese – forte di oltre 33 mila aziende associate – dando vita a Confalis, una confederazione nata a servizio delle imprese per assisterle e tutelarle nelle sfide che quotidianamente affrontano, per rimanere competitive, rilanciandole in un mercato mondiale sempre più globalizzato. E per scendere, alla bisogna, sul terreno pratico dei servizi per l’impresa, “abbiamo anche dato vita ad Alis Service, società che supporta in maniera concreta tutti i nostri associati, erogando servizi competitivi, specializzati ed efficienti, a 360 gradi, a condizioni vantaggiose, in grado di coniugare qualità e risparmio”.
“Noi ci crediamo – conclude Guido Grimaldi – Le nostre imprese ed i nostri imprenditori sono il volano per contribuire al rilancio dell’intero sistema Paese. Solo con la sostenibilità del trasporto ed una logistica efficiente, supportata da un’economicità dei servizi, la crescita economica dell’Italia può riprendere, garantendo la creazione di nuovi posti di lavoro a tanti giovani, che potranno realizzare i propri sogni e le proprie aspirazioni. Temi di questo tipo impongono la necessità di far parte di una grande Associazione, al fine di proteggere i nostri interessi, dei nostri lavoratori e delle nostre famiglie, ma soprattutto la voglia di poter dare ai nostri ragazzi ed ai tanti giovani la possibilità di guardare al futuro con ottimismo e gioia di vivere (s.l.).
















