
L’attenzione per il territorio implica il giusto profitto per gli agricoltori e l’occupazione per i figli dei dipendenti
È dalla Ferrero che ha imparato a garantire il lavoro anche alle seconde e terze generazioni, mutuando anche l’attenzione alla qualità delle materie prime e il rispetto per gli agricoltori: «Sarà per via delle mie origini contadine, ma loro devono essere i primi a guadagnare il giusto. È semplicemente buonsenso, altrimenti smettono o si mettono a coltivare altro». Questo vale non solo per le nocciole, ma anche per il cacao: «Seguiamo una filiera di certificazione per dare sostenibilità alla materia prima, che essendo una commodity è soggetta alla speculazione del mercato e chi ci rimette è sempre chi lavora la terra». Da dicembre del 2019 Guido Gobino si affida a un unico mediatore per la fornitura del cacao, scelto proprio per il modello di governance etico attraverso il riconoscimento di un prezzo equo, la garanzia dell’acquisto del raccolto, il sostegno alle produzioni che seguono un disciplinare agronomico e che garantiscono la produzione in agriforest, con condizioni di lavoro dignitose sia fondamentale per la sostenibilità e la qualità della vita di tutti. Le nocciole, utilizzate nel 70% dei prodotti di Guido Gobino, è la tonda gentile trilobata, universalmente riconosciuta come la migliore al mondo e prodotta esclusivamente sulle colline delle Langhe, Roero e Monferrato, secondo il rigido disciplinare del consorzio per l’Indicazione Geografica Protetta. «L’alleanza ormai ventennale coi produttori è proficua per entrambi: loro sono certi di vendere l’intera produzione e noi di avere la migliore materia prima. Credo che questo sia il miglior modello economico: alleanza, invece di concorrenza, alla ricerca delle migliori sinergie nel rispetto del territorio, da un punto di vista ambientale, ma anche economico, sociale e culturale». Anche il latte è esclusivamente piemontese, lo zucchero italiano, mentre mandorle, pistacchi e scorze di agrumi arrivano dalla Sicilia. «Questo primo bilancio di responsabilità sociale è un debutto che mi fa molto piacere… anche perché se guardo i vari bilanci Rsi ci trovo sempre dentro tante parole ma pochi numeri». Quelli della Guido Gobino parlano, oltre che di ambiente, prima di tutto si inclusione, diversity e pari opportunità: «Fanno parte da sempre del nostro codice etico. È grazie a questo modello che abbiamo ottenuto ottimi risultati sociali: maggioranza di lavoro femminile, oltre il 70%, nessuna differenza di retribuzione per genere e bassissimo tasso di turnover. Il tasso di rientro dal congedo parentale, mi preme sottolinearlo, è del 100% e un terzo dei nostri impiegati ha meno di 35 anni. Ospitiamo anche tirocini formativi in collaborazione con l’università degli studi di Torino». Poi, certo, c’è l’attenzione all’ambiente: pannelli solari e un impianto di recupero di calore hanno consentito di ridurre drasticamente i consumi di energia nella storica fabbrica, insonorizzata «per ridurre l’impatto acustico degli impianti sul vicinato» e mantenuta nel centro di Torino «per favorire gli spostamenti dei nostri dipendenti e agevolando l’utilizzo di biciclette, mezzi pubblici o auto in condivisione».
Per il packaging, vengono utilizzati solo materiali riciclati e riciclabili: dalla carta proveniente da foreste certificate e in parte riciclata all’alluminio, riciclabile all’infinito. L’acqua viene recuperata per il sistema di climatizzazione e gli scarti sono ridotti all’osso: i prodotti difettati vengono fusi e nuovamente colati in stampo e quelli male incartati (o con difetti estetici) vengono venduti come imperfetti di seconda scelta. Lo scarto in termini di quantità, quello delle bucce delle fave di cacao e dalle cuticole delle nocciole, viene ritirato da un’azienda agricola esterna, che le impiega in agricoltura. «Abbiamo avviato una collaborazione con il Politecnico di Torino per la ricerca sulla trasformazione e rivalorizzazione degli scarti», sottolinea Guido Gobino. «Anche l’olio di nocciole che impieghiamo nelle nostre creme spalmabili lo facciamo noi. Stiamo attenti a non sprecare nulla e a fare tutto in casa, come mi ha insegnato mio padre».

















