La metamorfosi che attraversa Tim nell’era dell’AI si gioca su un terreno dove tecnologia e cultura si intrecciano, ridefinendo il senso stesso della formazione. Tim Academy, nata quindici anni fa come cassaforte delle competenze, si è evoluta in un vero e proprio laboratorio dinamico. Ogni persona in Tim ha accesso a piattaforme integrate che offrono oltre 34.000 corsi, più di 2.000 dei quali dedicati all’intelligenza artificiale, grazie anche a una sinergia internazionale con Udemy, alla guida di una proposta formativa che unisce metodologie collaudate e personalizzazione.
Non si tratta semplicemente di aggiornare il catalogo dei contenuti: l’introduzione dell’AI segna il passaggio da un modello top-down, in cui i percorsi erano decisi centralmente, a un approccio bottom-up, dove ogni professionista diventa protagonista della propria crescita. È la persona stessa a orientarsi tra i corsi, componendo la propria “knowledge playlist” mentre podcast, workshop, masterclass e strumenti digitali favoriscono una formazione multimodale che segue i ritmi individuali, supportata dall’accelerazione impressa dalle nuove generazioni in azienda. La formazione trova così una dimensione contemporanea nei FastCast, podcast generativi che non spiegano semplicemente ma dialogano, creando un’interazione viva ed efficace tra saperi e bisogni emergenti.
L’impulso a investire nelle competenze legate all’intelligenza artificiale si consolida nel 2022 con il programma “AI Carpet”, un “tappeto rosso” che ha già permesso di erogare 100.000 ore di formazione mirata. Questo percorso nasce dall’analisi costante dei fabbisogni e delle criticità oggi legate all’adozione delle nuove tecnologie, ma soprattutto dalla convinzione che l’AI non sia solo un oggetto d’insegnamento, bensì un medium, un vero partner conversazionale con cui si impara ad apprendere.
«In Tim non stiamo vivendo l’avvento dell’AI come l’ennesima trasformazione tecnologica, ma come un salto di paradigma che cambia il modo in cui persone e tecnologie imparano e lavorano insieme», sottolinea Andrea Laudadio, Head of Tim Academy & Development. «In pochi anni abbiamo erogato oltre 100.000 ore di formazione per gettare le basi di questa trasformazione culturale e costruire un ecosistema in cui ciascuno e ciascuna possa trovare strumenti e risorse per avvicinarsi all’AI e cogliere le opportunità di questa rivoluzione, senza lasciare indietro nessuno. In collaborazione con l’Università di Bologna e con Sapienza Università di Roma abbiamo condotto numerosi studi per comprendere che cosa facilitasse e che cosa, invece, inibisse l’uso dell’AI. Da queste ricerche, insieme a Digit’ed, è nato un percorso di formazione in cui è la stessa AI generativa a raccontare l’AI: un format che ha riscosso un grande successo e ha facilitato il “primo contatto” con questo cambiamento culturale. L’AI non è solo un nuovo contenuto, ma – soprattutto – un nuovo modo di apprendere: la relazione tra chi impara e i contenuti diventa un dialogo “naturale” supportato dall’intelligenza “artificiale”.
Tutte le persone di TIM hanno accesso a una piattaforma basata sull’AI che cuce su misura percorsi di formazione costantemente aggiornati, lasciando a ciascuno e ciascuna la possibilità di scegliere cosa, come e quanto apprendere.».
La forza di questo modello emerge anche nella domanda spontanea di formazione espressa dalle persone di Tim, soprattutto su AI e soft skill, confermando che l’azienda è laboratorio civile dove la motivazione all’apprendimento è scelta consapevole e diffusa. Non sono solo le professionalità interne a essere coinvolte: progetti come “A scuola di AI” e “Next Gen – AI Edition” portano l’intelligenza artificiale nelle famiglie e tra i più giovani, promuovendo la diffusione di una cultura digitale matura e inclusiva. L’offerta punta a includere figli e figlie dei dipendenti, con iniziative pensate anche per il futuro prossimo, come soggiorni estivi a tema AI e webinar per le scuole, strumenti nati dall’alleanza con Ministero dell’Istruzione e dell’Osservatorio italiano sui media digitali.
Nell’affermazione della propria identità digitale, l’azienda investe sul valore di una conoscenza vissuta come esperienza collettiva e adattiva, costantemente rinnovata nel dialogo tra tecnologia e persone, pronta ad accompagnare il lavoro, la crescita individuale e la trasformazione della società.
















