Fondo Garanzia Pmi

Per il 2024 il Fondo di Garanzia delle Pmi allargherà le proprie maglie con il preciso obiettivo di dare una spinta alle piccole e medie imprese con finanziamenti e aiuti. Ad esempio l’importo massimo garantito è stato portato a 5 milioni di euro e di fatto è raddoppiato rispetto alla normativa 2019 che sarebbe tornata automaticamente in vigore senza questa riforma.

«Il Fondo di Garanzia è uno strumento di politica economia e industriale fondamentale, che facilita l’erogazione di oltre 250 miliardi di finanziamenti. Non c’è credito senza garanzie. Il termine del temporary framework sugli aiuti di Stato del prossimo 31 dicembre ha reso necessario intervenire per la stabilità finanziaria e semplificazione delle piccole e medie imprese». Lo dichiara in una nota il sottosegretario delle Imprese e del Made in Italy, Massimo Bitonci, promotore dell’intervento con delega al Fondo di Garanzia. «Viene raddoppiato in normativa ordinaria l’importo massimo garantito per imprese fino a 5 milioni – prosegue Bitonci – Le percentuali di garanzia saranno del 55% per le imprese in fascia 1 e 2, del 60% per quelle in fascia 3 e 4 e 80% per tutti gli investimenti e startup».

Il Fondo di garanzia valorizza soprattutto la mutualità

Tra le novità di questo nuovo fondo c’è anche l’allargamento della platea non solo dei beneficiari, ma anche di coloro che possono contribuire. Ad esempio le imprese iscritte al REA e al RUNTS con importo  massimo di 60 mila euro hanno diritto a un accesso senza
valutazione. Il parametro dell’iscrizione al REA è derogabile con la costituzione di un’apposita sezione speciale Mlps, nella quale rientrano anche gli enti religiosi. Sarà aperta alla contribuzione dei privati con il limite del 5% delle disponibilità su risorse nazionali. La vera novità è rappresentata dalla possibilità per i privati di contribuire alla sezione speciale per non distrarre risorse destinate al sistema imprenditoriale.

«Dallo scorso aprile ho avuto interlocuzioni con tutti gli stakeholders del fondo di garanzia da MCC, Abi, tutte le associazioni dei Confidi, le associazioni di categoria Industria, Artigianato e Commercio e Conferenza delle Regioni, i cui contributi sono stati fondamentali nella Riforma del Fondo depositato stamani dai Relatori al dl Anticipi con il via libera del Mef. Nell’ottica di bilanciare il ruolo di tutti con quello del sistema bancario la nostra proposta valorizza anche l’attività delle associazioni e della mutualità, prevedendo per i Confidi, previa autorizzazione, la possibilità di beneficiare anche delle operazioni di “importo ridotto” fino a 80 mila euro, dell’esenzione dal pagamento della commissione di mancato perfezionamento e della gratuità dell’intervento alle microimprese. Si prevede un’estensione del fondo di garanzia per le Pmi agli Enti del terzo settore, anche attraverso l’istituzione di apposita sezione speciale presso il Ministero del Lavoro”. Infine il ritorno delle garanzie alle small mid cap con un limite del 15% sulle disponibilità e con garanzie del 30% liquidità e 40% investimenti».