V-Ita
e-bike di V-Ita

Sono oltre 300mila le e-bike che vengono vendute in un anno in Italia, un fenomeno che ha avuto una forte impennata nell’ultimo biennio, quando si sono registrati incrementi anche del 44%. Significa che, soprattutto nelle grandi città, c’è sempre più voglia di libertà nel rispetto dell’ambiente e di vivere l’ultimo miglio sulle due ruote, evitando il traffico e godendo appieno l’esperienza di muoversi. Una necessità che è stata colta e interpretata da molte aziende di micromobilità elettrica come V-Ita Group, che ha saputo distinguersi in un mercato affollato di novità, chiamata ad interpretare il “saper fare italiano” ad Expo Dubai, partner di Padiglione Italia, per l’italianità dei prodotti, lo stile e per i numeri importanti che l’hanno vista crescere rapidamente e investire in nuovi stabilimenti nel Sud Italia e in continue assunzioni.
Nel 2020 ha venduto 27mila veicoli tra e.bike e monopattini e per il 2021 è prevista un’ulteriore crescita del volume complessivo: numeri che premiano la direzione intrapresa dal marchio che interpreta la bici elettrica come “oggetto del desiderio”, specchio di un gusto raffinato e moderno, della ricerca dell’eleganza e dell’esclusività, di uno stile di vita rispettoso dell’ambiente con zero emissioni e nessuna forma di inquinamento acustico.
“La customizzazione del prodotto è quello che fa di una e-bike non una semplice commodity, ma un mezzo “cool”, alla stregua di un’auto di lusso” – dichiara il CEO, Carlo Parente.
Ma questo non è il solo sogno che V-Ita Group sta accarezzando nell’immediato futuro, come racconta Parente: “Stiamo investendo per aprire nuovi siti produttivi nel Sud Italia e siamo alla costante ricerca di nuove risorse, operai specializzati, figure per lo sviluppo commerciale per rafforzare l’export che, in Italia, rappresenta ancora l’anello debole nella catena di espansione del nostro mercato”.
Affinché il consumatore si abitui e si avvicini all’uso della mobilità elettrica c’è bisogno che tutta la rete di infrastrutture sia “human designed”. “I privati possono fare molto a riguardo”  spiegano dal quartier generale dell’azienda “Ci crediamo così tanto che – proseguono – insieme ad alcuni partner stiamo creando nuovi hub di interscambio per la mobilità dell’ultimo miglio. Installeremo a breve oltre 300 nuovi hub, nei parcheggi di ferrovie, in centro città e ovunque ci sia l’esigenza, dove il cittadino potrà parcheggiare la propria auto elettrica, e scegliere se proseguire il viaggio a bordo di una nostra bike oppure di uno scooter elettrico”.