l conto alla rovescia è iniziato: l’euro digitale potrebbe diventare realtà nel 2029. Lo ha ribadito Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, in audizione davanti alla Commissione Affari economici del Parlamento europeo. L’obiettivo non è sostituire il contante, ma affiancarlo con una moneta elettronica “Made in Ue”, capace di rispondere alle sfide della digitalizzazione dei pagamenti, della sicurezza informatica e dei costi di transazione.
Tre pilastri: cyber sicurezza, costi più bassi e inclusione
Il progetto della Bce poggia su tre pilastri.
Il primo è la resilienza informatica: l’euro digitale sarà gestito tramite un’infrastruttura distribuita in tre aree geografiche, ciascuna con più server, così da garantire la continuità dei pagamenti anche in caso di disastri naturali o attacchi hacker. In più, sarà disponibile un’app dedicata che permetterà agli utenti di spostarsi con facilità da una banca a un’altra, se un istituto dovesse subire un attacco.
Il secondo riguarda i costi per gli esercenti. La normativa in preparazione obbligherà i fornitori di servizi di pagamento a supportare l’app della Bce, assicurando commissioni più trasparenti e sostenibili per i commercianti. Una novità non da poco, soprattutto per le piccole e medie imprese europee che oggi affrontano oneri bancari significativi.
Il terzo pilastro è l’accessibilità offline. Sarà possibile effettuare pagamenti anche senza connessione internet o in situazioni di emergenza, come blackout o calamità naturali. Una funzione che aumenta la fiducia e riduce i rischi legati alla dipendenza dalla rete.
Privacy al centro: “la Bce non saprà nulla”
Un aspetto delicato del dibattito riguarda la tutela della privacy. Cipollone ha chiarito che i pagamenti effettuati con l’euro digitale non saranno tracciati dalla Bce: né l’identità del pagatore né quella del beneficiario finiranno sotto la lente dell’istituzione. Una garanzia importante per conquistare la fiducia dei cittadini europei, già diffidenti verso l’idea di una “moneta elettronica di Stato”.
Il calendario: legislazione entro il 2026, debutto nel 2029
La tabella di marcia prevede due fasi. Entro metà 2026 dovrebbe arrivare la legislazione che disciplinerà l’euro digitale; poi, nei due anni successivi, la costruzione dell’infrastruttura tecnica e la fase di test. Se il cronoprogramma sarà rispettato, il 2029 segnerà il debutto ufficiale.
Cipollone ha ricordato però che la Bce non deciderà le preferenze dei cittadini: contante ed euro digitale coesisteranno. “Il nostro compito – ha sottolineato – è garantire che i mezzi di pagamento restino sicuri, accessibili ed efficienti per tutti”.
















