Parlare di testamenti non è mai facile, c’è sempre qualcosa di scomodo nell’affrontare il tema della morte. Eppure, nell’atto di massima libertà con cui una persona dispone del proprio patrimonio per quando non ci sarà più, si nasconde una delle opportunità più potenti e sottovalutate del fundraising: il testamento solidale. A differenza delle donazioni ordinarie, che dipendono dalla disponibilità liquida del momento, un lascito testamentario può infatti coinvolgere chi possiede un patrimonio monetario e non (es. immobiliare, finanziario, artistico, etc.) costruito nel corso degli anni e non vuole rinunciare a nulla in vita, perché il lascito diventa operativo solo al momento della scomparsa del testatore.
Cos’è, in concreto, un testamento solidale
Il testamento solidale è un lascito con cui una persona destina in tutto o in parte i propri beni, al momento della morte, a favore di un ente che opera per il bene comune, a sostegno di progetti sociali, culturali, ambientali o umanitari. Dal punto di vista tecnico, il lascito può assumere due forme: si può istituire l’ente benefico erede di una quota del patrimonio, oppure si può disporre un legato, ossia attribuire un bene specifico. La differenza non è di poco conto: l’erede subentra nei diritti e nei debiti del defunto (sia pure nei limiti dell’attivo ereditario, nel caso delle persone giuridiche), mentre il legatario acquisisce il bene direttamente, senza rispondere dei debiti. La legge italiana tutela, comunque, i familiari più stretti del testatore (i cosiddetti “legittimari”: coniuge, figli o, in assenza di questi ultimi, genitori) garantendo loro una quota del patrimonio che non può essere intaccata. Il lascito solidale può quindi riguardare solo la quota disponibile del testatore, che varia a seconda della composizione del nucleo familiare.
Come fare
Fare un testamento solidale è più semplice di quanto si pensi. Il diritto italiano prevede tre forme principali:
Testamento olografo: scritto interamente a mano dal testatore, datato e firmato. Non richiede l’intervento di un notaio ma è esposto a possibili contestazioni e smarrimenti. È la forma più diffusa e può essere depositato presso un notaio per maggiore sicurezza.
Testamento pubblico: ricevuto da un notaio alla presenza di due testimoni, con dichiarazione orale del testatore. Offre la massima garanzia di validità e conservazione ed è particolarmente consigliabile in presenza di patrimoni complessi.
Testamento segreto: redatto dal testatore e consegnato al notaio in busta sigillata con una procedura specifica. È una forma poco utilizzata nella pratica, che coniuga riservatezza e certezza della conservazione.
Per evitare dubbi, è fondamentale che il testatore individui l’ente benefico con denominazione completa e codice fiscale. In tutti i casi, il testamento è liberamente revocabile fino al momento della morte.
Un vantaggio anche fiscale
I lasciti solidali sono generalmente esenti dalle imposte di successione e godono spesso anche dell’esenzione o della riduzione delle imposte ipotecarie e catastali sui trasferimenti immobiliari. Questo significa che l’intero valore del lascito arriva all’ente benefico, senza decurtazioni.
Il primo passo? Informarsi
Molti enti benefici offrono materiali dedicati e i professionisti esperti in materia accompagnano i possibili donatori in un percorso di riflessione guidato e sicuro. Perché informarsi non impegna ma, a volte, cambia tutto.
*Managing Counsel del dipartimento tax di Dentons in Italia
















