Le entrate extratributarie sono spesso considerate un “cuscinetto” per i conti pubblici: non derivano dalle imposte tradizionali, ma da fonti parallele come sanzioni, canoni, concessioni, utili delle aziende pubbliche e proventi patrimoniali. In altre parole, rappresentano un’entrata alternativa che permette di sostenere la spesa dello Stato senza gravare ulteriormente sui contribuenti.

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Quanto pesano sul bilancio statale

Negli ultimi anni questo capitolo del bilancio statale ha assunto un peso crescente, superando stabilmente la soglia dei 100 miliardi di euro dal 2022 in avanti. Secondo la Relazione della Corte dei conti sul Rendiconto generale dello Stato 2024, le entrate extratributarie hanno raggiunto i 124 miliardi, pari al 13,4% del totale delle entrate finali. Tuttavia, dietro a questi numeri si cela una contraddizione: a fronte di quanto accertato, cioè registrato a bilancio, lo Stato riesce effettivamente a incassare molto meno. Nel 2024, ad esempio, sono stati versati circa 99,7 miliardi, ben 20 miliardi sotto le previsioni.

I residui attivi

Il fenomeno dei “residui attivi” – somme contabilizzate come crediti ma non ancora riscosse – resta quindi un nodo cruciale. In certi casi lo scarto è impressionante: per le sanzioni, ad esempio, su oltre 5 miliardi accertati ne sono entrati nelle casse pubbliche poco più di un miliardo e mezzo. Stesso discorso per i proventi del Ministero della Giustizia: dei 2 miliardi previsti, l’incasso effettivo non ha superato gli 827 milioni.

Compromettere trasparenza e affidabilità

La Corte dei conti avverte che questa forbice rischia di compromettere la trasparenza e l’affidabilità dei conti pubblici. Nonostante la crescita complessiva, infatti, la gestione rimane poco efficiente. Anche la valorizzazione del patrimonio pubblico resta marginale: meno dello 0,3% delle entrate extratributarie proviene dalla gestione di beni immobili e demaniali.

I dividendi delle grandi partecipate

Una quota significativa arriva invece dai dividendi delle grandi partecipate statali – Eni, Enel, Ferrovie dello Stato, Poste Italiane – che forniscono risorse importanti e testimoniano il ruolo strategico delle imprese pubbliche. Altri contributi, seppur minori, derivano dai dazi doganali, intorno ai 3 miliardi l’anno.

Rafforzare la fase della riscossione

Per la magistratura contabile è essenziale rafforzare la fase della riscossione e ridurre i margini di perdita. Digitalizzazione dei pagamenti (con strumenti come PagoPa), controlli più rigorosi e una gestione più attenta del patrimonio pubblico sono alcune delle leve indicate per aumentare la capacità effettiva di incasso e dare maggiore solidità al bilancio dello Stato.