Gli ultimi due anni hanno registrato un’accelerazione incredibile dei processi di trasformazione digitale. Durante questo periodo abbiamo compreso quanto l’innovazione tecnologica pervada ogni ambito della società e del lavoro. Ci ritroviamo dunque in una fase di cambiamento epocale, dove ogni aspetto della vita professionale così come il nostro modo di essere leader è stato rivoluzionato in modo radicale.
Lo smart-working non ha solamente stravolto il modo di percepire l’ufficio e la professione ma ha anche modificato la modalità in cui i leader si interfacciano con i propri collaboratori. Ma quali devono essere le caratteristiche del leader, i key values per preservare un rapporto di fiducia e ispirante con i propri collaboratori nonostante il lavoro a distanza? Il lavoro agile, infatti, impone nuove forme di leadership, nuove competenze manageriali per essere un leader efficace anche a distanza, uno smart leader.
Da un punto di vista del mindset, il ruolo del capo non cambia con l’avvento del lavoro digitale. La vera sfida per il leader di oggi è continuare a ispirare, dare fiducia, condividere la propria visione, creare una strategia di successo e incentivare il talento del singolo secondo un nuovo modo di rapportarsi ai propri collaboratori, con nuovi strumenti e tattiche. Innanzitutto, occorre conoscere e imparare ad utilizzare i servizi innovativi che la tecnologia ci mette a disposizione per evitare isolamento, stress e disorganizzazione, ottimizzando il tempo e aumentando la produttività del team. Software di condivisione, strumenti di videoconferenza, virtual conferences, connettività, rete 5g e applicazioni smart per la gestione di progetti da remoto hanno certamente supportato il lavoro delle persone in questa fase di transizione. Ma, se da un lato la tecnologia è uno strumento utile e neutro, dall’altro non è né emotiva e né empatica come può esserlo un leader.
Il manager a distanza è colui che anche in questo periodo di parziale ritorno al lavoro in ufficio, rivendica che una parte importante del proprio lavoro venga fatta a distanza. Questo perché riesce a coinvolgere la squadra di lavoro, a motivarla, alimentare la consapevolezza, potenziare le occasioni di crescita delle risorse senza il mero contatto fisico ma riesce a farlo con la stessa intenzione del trovarsi fianco a fianco.
Dovendo sintetizzare, il profilo del leader virtuale di successo comprende le seguenti caratteristiche:
È flessibile
È empatico
Sa avere un impatto anche a distanza
Utilizza le chiavi della comunicazione con competenza e efficacia
Dedica il giusto spazio alla motivazione delle persone, anche se in luoghi diversi
Sa ascoltare approfonditamente, anche quando il team non è in presenza
Ispira fiducia e sa motivare i suoi collaboratori, dando feedback negativi e positivi in ottica di crescita
Sa essere “Pacesetter”, direttivo e affiliativo nelle diverse situazioni
È autoconsapevole di sé, dei propri punti di forza e delle proprie aree di debolezza e non le nasconde
Come testimoniano numerosi studi e ricerche, l’utilizzo della tecnologia e il lavoro ibrido presuppongono la creazione di un divario generale tra le persone, alla quale occorre sopperire con nuovi processi organizzativi modelli di leadership. La nuova strategia manageriale deve fare i conti con elementi apparentemente in contrapposizione per i quali si dovrà individuare un fil rouge. Libertà e regole, umanizzazione e processi, comportamenti e strumenti dovranno trovare un percorso comune per vincere la sfida delle contraddizioni e puntare ad una condivisione degli obiettivi istituzionali, una responsabilizzazione di capi e collaboratori e a nuovi modelli di apprendimento.
Si tratta di un paradosso manageriale, certo, ma è proprio la sfida della complessità e dell’incertezza che caratterizza questo periodo di transizione e che richiede e stimola nuove competenze nello smart leader.
* Ceo e founder Lang&Partners
















