L’Italia è piena di pmi di cui il Paese può andare fiero. Eccellenze che con visione e know-how portano avanti business in grado di creare valore e dare lustro alla nostra italianità. Come Sistemi Ambientali, fondata a Calcinate, nella Bergamasca, nel 2001, che oggi produce un fatturato di 8 milioni di euro e impiega 28 dipendenti, ma soprattutto offre servizi e soluzioni a 360 gradi tecnologicamente avanzate per la salvaguardia dell’ambiente nel settore dei rifiuti industriali, con particolare attenzione alla gestione del recupero di terreni e sedimenti contaminati e alla pulizia e manutenzione dei corpi idrici superficiali, sia di origine artificiale (quali canali di bonifica e vasche di laminazione) che naturale. Oltre al pronto intervento ecologico per versamenti di sostanze contaminanti, al noleggio di macchinari idonei al trattamento mediante triturazione e vagliatura, alla bonifica di manufatti in cemento-amianto. Economy ha incontrato il fondatore Valentino Suagher.
Qual è il vostro valore aggiunto?
L’investimento continuo negli anni in macchinari e tecnologie all’avanguardia in ambito sostenibilità ambientale e nella ricerca, con la collaborazione dell’Università Bicocca di Milano. La differenza è avere un impianto di trattamento terreni contaminati da sostanze organiche in proprio e avere, quindi, una capacità di ritiro istantanea e di pronto intervento notevole per le esigenze anche di emergenza ambientale.
Avete ha fatto passi da gigante dal 2001…
Abbiamo cercato di ascoltare le esigenze del mercato e di innovare e rinnoavarci costantemente. Ricordo come se fosse ieri il nostro progetto di impianto di trattamento rifiuti, per il quale devo ringraziare la professoressa Giuseppina Bestetti, dell’Università Bicocca di Milano, conosciuta nel 2005, e il progettista dell’impianto, l’ingegner Enrico Tajana, dell’ordine degli ingegneri di Brescia, oggi entrambi in pensione. Fondamentale è stata poi la preziosa collaborazione con i miei soci Francesco e Aldo Vecchi, che mi hanno dato sempre piena fiducia, e con tutti i miei dipendenti, che tutti i giorni mi sostengono nell’esecuzione dei lavori e nella governance aziendale.
Come funziona il vostro impianto per i rifiuti?
L’impianto, dotato di Autorizzazione Integrata Ambientale, è progettato secondo i più moderni standard di tutela ambientale e può trattare fino a 90mila tonnellate l’anno. Il processo si basa sul risanamento biologico, che avviene tramite biopile organizzate in andane, cioè cumuli omogenei a sezione trapezoidale di terreno contaminato. Questi cumuli vengono ossigenati e nutriti per stimolare i microrganismi già presenti, favorendo così la degradazione degli inquinanti di origine petrolifera e l’umificazione delle sostanze organiche. Il risultato è un materiale terroso riutilizzabile, sicuro per la salute e l’ambiente, che riduce il ricorso a materie prime vergini.
Siete molto attenti alla sostenibilità. Quali le aree Esg in cui investite di più?
Siamo in possesso delle certificazioni qualità, ambiente sicurezza ed etica sociale da diversi anni, quindi da tempo ci siamo impegnati per rendere il più possibile sostenibile e sicura la nostra attività: diminuire l’impatto ambientale fa parte della consapevolezza, cresciuta negli anni, della responsabilità sociale di impresa. Investiamo in macchinari a basse emissioni e utilizziamo anche mezzi elettrici per ridurre ulteriormente gli impatti. Fra le varie iniziative interne nostre, l’impianto fotovoltaico di 20 Kw installato sulla copertura dell’impianto con batteria di accumulo che produce più dell’energia consumata in un anno. O, ancora, il lavaggio dei mezzi e delle attrezzature effettuato utilizzando acqua piovana recuperata con vasche dedicate già pensate nel progetto iniziale. Dal punto di vista sociale abbiamo stipulato con i sindacati un accordo di secondo livello per contribuire al welfare aziendale e al benessere psicofisico dei lavoratori.
Cosa bolle in pentola? Nuovi progetti o iniziative?
Abbiamo contribuito con altre dieci aziende ed enti universitari a livello nazionale alla redazione di una Prassi di riferimento UNI per il riutilizzo di terre da coltivo ottenute dal biorisanamento di terreni contaminati, di prossima consultazione pubblica. Questo progetto ci ha impegnato per due anni e mezzo e speriamo che dia un impulso effettivo e concreto per una reale economia circolare.
Obiettivi nel medio-lungo termine?
Dobbiamo consolidare gli obiettivi raggiunti e proseguire la collaborazione e l’apertura con università ed enti qualificati per un confronto continuo alla ricerca di nuove tecnologie che portino a un reale utilizzo, creando non solo un beneficio economico, ma anche e soprattutto ambientale e, quindi, sociale.
















