Jerome Powell (FED)

È una cosa che ti mettono in testa tutti fin da subito dal giorno zero in cui decidi di avvicinarti ai mercati finanziari. Ma noi, come ricercatori, non possiamo fermarci ai primi no, ed infatti non ci siamo mai fermati.

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Quindi alla domanda: “i mercati si possono prevedere?” Le risposte tipo: “I mercati finanziari non si possono prevedere con certezza perché sono sistemi complessi che sono influenzati da una serie di fattori, tra cui l’economia, la politica, le notizie e le emozioni degli investitori. Questi fattori sono in costante mutazione, il che rende (quasi) impossibile prevedere con precisione il comportamento dei mercati finanziari” e bla bla bla, le avrete già sentite tutti. Ma è su quel “quasi” che noi abbiamo deciso di accettare la sfida e fare ulteriori ricerche. Il team di mytradingway.com – società di ricerca e formazione di educazione finanziaria tra le più accreditate – ha deciso di costruire da zero un modello di analisi multivariata che fornisca una buona proxi dell’andamento del mercato S&P500, quanto meno nel breve periodo. Abbiamo scoperto dopo anni di ricerca che è infatti possibile utilizzare una serie di strumenti e tecniche per migliorare la propria capacità di prevedere i mercati finanziari. Sfortunatamente la letteratura academica esistente non ci è stata di grande aiuto. Lì parlano quasi solo di analisi tecnica, analisi fondamentale e analisi dei sentiment. Ma no, noi non stiamo parlando di quello.

Sfortunatamente l’analisi tecnica, l’analisi fondamentale, e l’analisi del sentiment sono spesso cattivi consiglieri per quanto riguarda i nostri investimenti, e sono certa che molti che stanno leggendo ora saranno stati più volte fregati da queste tipologie di analisi (e avranno preso di conseguenza scelte di investimento rivelatesi sbagliate).

Noi siamo andati oltre cercando variabili che davvero incidano sull’andamento dei mercati e non ci siamo arresi fino a costruire un modello con il 94% di correlazione con il mercato americano. Ad esempio ci siamo chiesti: che correlazione c’è tra la liquidità del bilancio della Federal Reserve (Fed) e il mercato azionario delle 500 aziende più grandi? La correlazione anche solo tra queste due entità cambia ad esempio completamente il modo in cui guardiamo i dati economici e gli investimenti.

Il passo successivo è stato definire, con notti insonni del team, quelle dannate variabili che possano dare un senso alla voce “Liquidità”, selezionando le variabili più pertinenti per il nostro studio.

Abbiamo esplorato un’ampia gamma di variabili, dal bilancio della Fed, ai titoli di Stato a 10 anni, fino al VIX (indice della paura), Tga (treasury general account), e molte altre per trovare quelle che mostravano la maggiore correlazione con l’S&P 500, nello specifico con l’indice SPX. È stato un processo di tentativi ed errori, di nottate a fare girare R e attendere i risultati, ma ogni pezzo aggiunto al puzzle ci ha avvicinati sempre di più alla risposta finale.

Dopo sei mesi di scrupolose analisi, abbiamo ottenuto una correlazione impressionante del 94% tra la liquidità nel bilancio della Federal Reserve e l’andamento del mercato azionario. E’ stata la vera svolta.

In termini semplici, e comprensibili ai non addetti ai lavori, quando la Fed inietta liquidità nel sistema attraverso strumenti come l’acquisto di titoli di Stato, questa liquidità finisce per alimentare il mercato azionario, creando un legame quasi simbiotico tra i due. Ovviamente, questo legame non è immediato e ci sono molte variabili che abbiamo inserito nel nostro modello; in più abbiamo scoperto che esiste un ritardo temporale nell’effetto della liquidità sulla dinamica del mercato azionario (che è proprio quello che ci interessa di più).

Questo ritardo temporale, oltre alle stesse variabili scelte, è cruciale per gli investitori, perché offre una finestra di opportunità per valutare l’eventuale direzione futura di mercato. Ed è proprio questo ritardo temporale che spesso frega gli investitori meno esperti.

Per chi volesse saperne di più sullo studio può scrivere all’email: orientamento@mytradingway.it e vi invieremo del materiale aggiuntivo gratuito sul nostro studio su questo delicato tema. I mercati non si possono prevedere… ma con il 94% di correlazione noi ci andiamo decisamente vicini.

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Silvia Vianello
Immaginate di conoscere una docente universitaria che ha insegnato in Bocconi, ma anche a Parigi, New York e Houston. La stessa ha poi ricoperto la carica di direttore marketing di Maserati per 24 Paesi in tre continenti, è stata inserita dalla rivista Forbes tra le 100 donne italiane di maggior successo al mondo. Immaginate poi che questa donna vi dica che oggi le sue lezioni e l’aiutare le persone a trovare lavoro siano diventate semplicemente un hobby. Perché da vari anni ha rimescolato le carte. E vive di trading. Pensate sia possibile? Sì, se stiamo parlando di Silvia Vianello, una delle poche donne trader italiane (anche se vive a Dubai, dove è stata riconosciuta come Top Middle East Woman Leader e Top 50 Prof. in the world). Probabilmente l’unica a rispondere gratuitamente nelle storie sul suo profilo Instagram (profsilviavianello) alle domande degli utenti, raccontando ed insegnando le sue strategie di trading