Finiscono sotto accusa gli algoritmi che fanno crescere i prezzi dei biglietti aerei, quando si verificano dei picchi della domanda. Lo stabilisce il decreto asset, che da pochi giorni è diventato legge. Alla base di questa decisione c’è la volontà di neutralizzare gli aumenti ingiustificati delle tariffe dovuti a strategie automatizzate di formazione del prezzo. Il termine che fissa questa tecnica è il cosiddetto “dynamic pricing”, che consiste in una continua modifica dei prezzi da parte delle applicazioni elettroniche, in base parametri predefiniti in modo da massimizzare il profitto dell’operatore economico. La capacità di calcolo degli elaboratori in reazione a fattori di tempo o di mercato unita alla schedatura della clientela e delle sue abitudini può cagionare a danni per l’utenza, che rischia così di pagare cifre spropositate.
Di quanto sono cresciuti i prezzi col dynamic pricing
A conferma di quanto deciso dal governo c’è quanto detto da Mister Prezzi, il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Benedetto Mineo, durante un’audizione svolta dalla IX Commissione trasporti della Camera, il 2 agosto 2023. Confrontando il trimestre aprile-giugno 2023 con il medesimo periodo dell’anno precedente, il Garante ha riscontrato un aumento tra il 15 e il 55% dei prezzi medi delle tratte con le isole italiane. Per le medesime tratte, l’aumento è più marcato (tra il 10 e il 70%) se si considera la stima complessiva del volo (prezzo del biglietto e percentuale di riempimento dell’aereo). Un sensibile incremento è stato riferito da Mister Prezzi anche a proposito dei prezzi a ridosso della partenza: in più di un volo su tre, il biglietto acquistato il giorno della partenza o quello precedente è stato 3 volte più alto rispetto a quello pagato sette giorni prima; ed è stato da 7 a 10 volte maggiore del prezzo pagato per acquisti anteriori di 8 giorni o più risalenti. La stretta con il nuovo decreto sarà operativa tra poco. Il governo ha stabilito che chi subisce pratiche di formazione dinamica del prezzo del biglietto aereo potrà anche presentare una segnalazione o un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali.
















