C’è un segnale politico che arriva da Grottaferrata e che va oltre la dimensione congressuale: la dirigenza pubblica italiana chiede di tornare a marcare, anche simbolicamente, il proprio legame con la Costituzione, con lo Stato e con la propria funzione di garanzia. Dal primo Congresso nazionale della Sezione Ministeri di CIDA Funzioni Centrali emerge infatti una linea chiara: rimettere al centro identità, responsabilità e autonomia di una classe dirigente chiamata a governare processi complessi, riforme, performance e trasformazioni amministrative. In una fase in cui la macchina pubblica è sottoposta a pressioni crescenti, il messaggio è netto: la dirigenza non può essere letta come una cinghia di trasmissione della politica, ma come un presidio stabile di competenza, continuità e interesse generale.
Il valore del giuramento
La proposta di reintrodurre il giuramento sulla Carta costituzionale al momento dell’ingresso in servizio dei dirigenti pubblici è il passaggio più forte emerso dal Congresso. Non si tratta soltanto di un gesto formale, ma di un atto dal forte valore istituzionale e identitario, pensato per riaffermare il principio secondo cui chi guida l’amministrazione opera nell’interesse esclusivo della Nazione. In controluce, c’è anche il tema del rapporto tra politica e burocrazia, oggi sempre più centrale nel dibattito pubblico.
Una dirigenza che cerca peso e unità
La partecipazione di circa duecento dirigenti provenienti dai Ministeri e dalle principali amministrazioni centrali racconta un bisogno evidente di confronto e di rappresentanza. Il Congresso ha restituito l’immagine di una categoria che vuole contare di più nei processi decisionali e che punta a rafforzare la propria coesione, la propria voce e la propria capacità negoziale. In un contesto economico e amministrativo attraversato da riforme, vincoli di efficienza e nuove aspettative sui risultati, la tenuta della dirigenza diventa anche una questione di qualità della governance pubblica.
La nuova guida della Sezione Ministeri
Al centro dei lavori anche il passaggio organizzativo che ha portato all’elezione per acclamazione di Mariagrazia Di Iasi alla guida della Segreteria Nazionale della Sezione Ministeri. Attorno a lei si struttura ora una squadra composta da un Direttivo Nazionale di dodici membri e da una Segreteria di tre componenti, con l’obiettivo di dare stabilità e rappresentatività a un’area strategica del pubblico impiego. La scelta unanime segnala una volontà di continuità, compattezza e consolidamento della struttura di rappresentanza.
Performance, benessere e ruolo strategico
Nel confronto congressuale sono emersi con forza i temi che oggi attraversano la funzione dirigenziale: performance, riforme della Funzione Pubblica, pianificazione strategica, benessere organizzativo e leve motivazionali. Il punto di caduta è comune: senza una dirigenza solida, motivata e riconosciuta, la capacità dello Stato di attuare politiche efficaci si indebolisce. Ecco perché il richiamo alla funzione pubblica come servizio alla collettività assume anche una valenza economica, manageriale e di tenuta complessiva delle istituzioni.
















