Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 18 marzo il Decreto Energia 2022 che prevede una serie di misure per contrastare l’impatto economico e sociale derivante dalla guerra in Ucraina. Dal caro bollette, ai carburanti senza dimenticare l’accoglienza dei molti profughi che proprio dall’Ucraina sono scappati. Proviamo a vedere quali solo i principali interventi della misura e quelli che maggiormente influiscono sulla vita quotidiana dei cittadini.
Decreto energia 2022, cosa prevede
Per quanto riguarda il caro carburante, il governo ha previsto un taglio sulle accise di benzina e gasolio. Quest’ultimi, nello specifico, nell’ultima settimana hanno superato la soglia psicologica dei 2 euro a litro e con questo intervento si prevede una riduzione dei prezzi al consumo di circa 25 centesimi di euro al litro. Sull’accisa, infatti, viene calcolata anche l’Iva al 22%. È stato poi predisposto un bonus benzina che prevede che i buoni benzina concessi dalla aziende ai lavoratori dipendenti non contribuiscano a generare reddito nella misura massima di 200 euro a lavoratore.
Nel decreto sono anche previsti una serie di interventi per quanto riguarda le imprese e le famiglie alle prese con il caro bollette. Per le famiglie è stato esteso il bonus sociale innalzando la soglia Isee per richiederlo da 8mila a 12mila euro. Questo consentirà di includere nel bonus circa 1 milioni di famiglie in più, per un totale di 5,2 milioni di nuclei familiari. Per le imprese, invece, è stata decisa la possibilità di rateizzare le bollette di luce e gas per un numero massimo di 24 rate mensili. Inoltre, per le realtà economiche che si dovessero trovare a fronteggiare delle difficoltà economiche, sono stati stanziati 150 milioni di euro per concedere altre settimane di cassa integrazione in deroga a chi non possa più ricorrere “ai trattamenti ordinari di integrazione salariale”. Tali fondi potranno essere utilizzati entro e non oltre il 31 dicembre 2022.
Altro punto saliente del decreto energia è rappresentato dall’accoglienza dei profughi in fuga dall’Ucraina. Nello specifico, stando a quanto riferito dal ministro dell’Economia Daniele Franco, la previsione è quella di stanziare 400 milioni di euro da destinare per un quarto ai servizi sanitari e per la restante parte all’istruzione dei bambini e all’ospitalità. Inoltre, i medici e gli operatori sanitari ucraini potranno esercitare la loro professione anche qui in Italia, fino al 4 marzo del prossimo anno.
















