Dalla zona rossa di Codogno: noi, abbandonati a noi stessi

Lettera dalla Zona Rossa

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Caro direttore,

è appena terminata la I° settimana di isolamento qui a Codogno, zona rossa del coronavirus, e non posso più trattenermi. Proprio non ce la faccio, ma soprattutto penso che sarebbe un errore non gridare a tutti quello che vedo, quello che sta succedendo.

A più di 8 giorni dalla divulgazione della notizia del Corona virus :

– NON è stato stabilito in Codogno alcun centro di coordinamento per l’emergenza se non sull’impegno della locale sezione della Protezione Civile e lo sforzo continuo di vari volontari con a capo il Sindaco. Ho letto il curriculum del dott. Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, ex commercialista e revisore contabile, che porta come sue precedenti esperienze il coordinamento dei terremoti d’Abruzzo, Emilia e Centro Italia. Hanno a che vedere con la crisi attuale?

NON E’ stato nominato un commissario straordinario con pieni poteri per gestire una situazione che sta saturando la capacità operativa dei nostri ospedali.

Qui a Codogno NESSUNA alta carica istituzionale si è presentata nel luogo dell’accaduto,

NON è stata creata nessuna linea telefonica dedicata, gente con febbre a 39 che per giorni tenta invano di prendere la linea che risulta puntualmente occupata, medici e personale ospedaliero, quando va bene, vengono abbandonati a se stessi o denunciati inopinatamente dal nostro premier Conte per asserite ma aleatorie mancanze, ricevono direttive sanitarie contraddittorie o per niente chiare oltre ad assistere alla sfilata dei presenzialisti TV che dal video si atteggiano a depositari del sapere con lo “sfintere” nostro, per citare un’espressione recentemente usata dal dottor Gabrielli, attuale Capo della Polizia ed ex capo della Protezione Civile!

Artigiani, commercianti, imprenditori, la popolazione è tutta abbandonata a se stessa, con poche ma contraddittorie comunicazioni e nessuna certezza.

A tutto ciò si aggiunga il singolare comportamento dei nostri politici, dalle critiche ingiuste di Conte al governatore Fontana che a sua volta si rende protagonista della disastrosa scenetta della mascherina – peraltro di tipo sbagliato – oltre alle sue evidenti incapacità a calzarla, ed in più affermare che tutto lo staff di Regione Lombardia per un presunto caso di contagio ha potuto effettuare i tamponi con esito in tempo reale… ma la realtà dei cittadini è ben altra. Ci sono famigliari di gente infetta che attende l’esito dei tamponi da 8 giorni !

Paolo Sileri, vice ministro della Salute nonchè medico trova il tempo di andare in Cina a Wuhan come coordinatore di un team di medici e infermieri ma non riserva lo stesso slancio per venire a Codogno col medesimo staff.

Qui non c’è nessuna distinzione tra destra, centro o sinistra, nessuno si è fatto vivo, sono tutti ugualmente responsabili e totalmente inadeguati a ricoprire cariche così importanti ma… come in tutte le Repubbliche delle banane l’importante è vendere fumo

Hanno ingaggiato Amadeus che in uno spot ci dice che l’importante è lavarsi le mani.

E allora: di siamo lavati bene le mani, politici in primis, che sanno farlo meglio di tutti? il problema è risolto!

Con rammarico

Beppe Traversoni