
I manager non si pongono neanche più la domanda se si debba o meno utilizzare un cloud, ma semplicemente dove posizionare i propri sistemi». D’altronde il cloud è uno strumento più sicuro dei server in house e consente una migliore continuità nel servizio. Inoltre, anche se non è questo il motivo principale per cui si ricorre a questa tecnologia, ha anche costi minori rispetto ai modelli tradizionali di conservazione dei dati. E questo vale soprattutto per le Pmi. A sorpresa, però, a trainare il mercato non sono le piccole aziende, come si poteva credere inizialmente, ma i giganti. Il cliente medio di WIIT è passato, negli ultimi due anni, da un fatturato medio tra i 100 e i 500 milioni a ricavi compresi nella forchetta 500 milioni – 3 miliardi. E questo, ovviamente, si riverbera anche sui conti di WIIT, che ha commesse sempre più “sostanziose”.
A trainare il mercato cloud non sono le piccole aziende, ma i giganti il cliente medio di Wiit, oggi, fattura tra i 500 milioni e i 3 miliardi
«I risultati della semestrale – continua Cozzi – sono lusinghieri ma anche largamente attesi. Questo perché nel nostro business abbiamo un’alta prevedibilità dei flussi di cassa avendo commesse pluriennali. E siamo ottimisti anche per il 2018, visto che l’ordinato sta andando molto bene».
WIIT si è quotata sul segmento AIM di Borsa Italiana nei primi di giugno di quest’anno con un prezzo di collocamento di 45 euro per azione. Oggi il valore è ben oltre i 55 euro. Grande interesse è stato riscontrato da parte del mercato anglosassone, che ha fatto pervenire quasi metà delle richieste per il capitale azionario collocato. L’aumento di capitale è stato non perché i conti della società avessero bisogno di ossigeno (tutt’altro), ma perché si sta rendendo necessaria una strategia di espansione all’estero. I riflettori sono puntati su Germania e UK, e i prossimi mesi saranno decisivi per la scelta del paese in cui espandersi.
Intanto, però, WIIT continua ad assumere. A fronte di una forza lavoro attualmente intorno alle 100 unità, si sta cercando di implementare soprattutto la rete di vendita: «Siamo – conclude Cozzi – un po’ indietro rispetto alla nostra tabella di marcia con le assunzioni di figure commerciali, ma siamo molto – forse troppo – selettivi. Sul versante tecnico, invece, continuiamo un ampliamento costante dei dipendenti nell’ordine dei 10-15 nuovi assunti ogni anno».
















