Crescere del 20% all’annograzie al cloud per le imprese
Il data center di Wiit

L'Amministratore delegato Alessandro CozziRicavi in crescita del 23%, EBIT Adjusted su del 76%, cassa in attivo per 4,9 milioni. Sono i numeri – più che commendevoli – del bilancio semestrale di WIIT, un’azienda quotata sul mercato AIM e tra i principali player italiani nel mercato del Cloud Computing. Un’eccellenza italiana che si è specializzata nei servizi di Hosted Private e Hybrid Cloud, gestendo tutte quelle applicazioni “critiche” senza le quali il business aziendale non può andare avanti. Un settore estremamente specifico in cui WIIT ha saputo ritagliarsi uno spazio preminente, diventando l’azienda con il maggior numero di certificazioni in SAP, l’applicativo che ha il monopolio – o quasi – delle aziende di medie e grandi dimensioni. «In Italia – racconta Alessandro Cozzi, amministratore delegato di WIIT – c’è un mercato ancora immaturo dal punto di vista dei servizi cloud, ma questo non è un ostacolo, anzi: si tratta di un mercato che cresce a ritmi del 20% all’anno da circa sei anni. La resistenza a questa tipologia di gestione dei dati è culturale, più che tecnologica, ma a mano a mano che si rinnova la classe dirigente c’è una forte accelerazione a dotare l’azienda di queste tecnologie.

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I manager non si pongono neanche più la domanda se si debba o meno utilizzare un cloud, ma semplicemente dove posizionare i propri sistemi». D’altronde il cloud è uno strumento più sicuro dei server in house e consente una migliore continuità nel servizio. Inoltre, anche se non è questo il motivo principale per cui si ricorre a questa tecnologia, ha anche costi minori rispetto ai modelli tradizionali di conservazione dei dati. E questo vale soprattutto per le Pmi. A sorpresa, però, a trainare il mercato non sono le piccole aziende, come si poteva credere inizialmente, ma i giganti. Il cliente medio di WIIT è passato, negli ultimi due anni, da un fatturato medio tra i 100 e i 500 milioni a ricavi compresi nella forchetta 500 milioni – 3 miliardi. E questo, ovviamente, si riverbera anche sui conti di WIIT, che ha commesse sempre più “sostanziose”.

A trainare il mercato cloud non sono le piccole aziende, ma i giganti il cliente medio di Wiit, oggi, fattura tra i 500 milioni e i 3 miliardi

«I risultati della semestrale – continua Cozzi – sono lusinghieri ma anche largamente attesi. Questo perché nel nostro business abbiamo un’alta prevedibilità dei flussi di cassa avendo commesse pluriennali. E siamo ottimisti anche per il 2018, visto che l’ordinato sta andando molto bene».

WIIT si è quotata sul segmento AIM di Borsa Italiana nei primi di giugno di quest’anno con un prezzo di collocamento di 45 euro per azione. Oggi il valore è ben oltre i 55 euro. Grande interesse è stato riscontrato da parte del mercato anglosassone, che ha fatto pervenire quasi metà delle richieste per il capitale azionario collocato. L’aumento di capitale è stato non perché i conti della società avessero bisogno di ossigeno (tutt’altro), ma perché si sta rendendo necessaria una strategia di espansione all’estero. I riflettori sono puntati su Germania e UK, e i prossimi mesi saranno decisivi per la scelta del paese in cui espandersi.

Intanto, però, WIIT continua ad assumere. A fronte di una forza lavoro attualmente intorno alle 100 unità, si sta cercando di implementare soprattutto la rete di vendita: «Siamo – conclude Cozzi – un po’ indietro rispetto alla nostra tabella di marcia con le assunzioni di figure commerciali, ma siamo molto – forse troppo – selettivi. Sul versante tecnico, invece, continuiamo un ampliamento costante dei dipendenti nell’ordine dei 10-15 nuovi assunti ogni anno».