«Serve subito un intervento in deficit finanziato a livello europeo, perché lo shock economico è continentale. Per evitare una recessione, l’Europa avrebbe bisogno di un’espansione fiscale da almeno due punti di Pil, che sono per l’Italia 36 miliardi di euro». Lo ha dichiarato Carlo Cottarelli, già commissario alla spending review e tra i più autorevoli esponenti di una politica contraria alla “spesa pazza”. Oggi, però, il direttore dell’Osservatorio dei conti pubblici della Cattolica non ha avuto esitazioni: «Il deficit va fatto quando il colpo è forte, come accade ora».
Anche l’Upb, l’Ufficio parlamentare di bilancio sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda. In una nota diffusa oggi si legge che «affidarsi solo alle politiche nazionali rischia di lasciare un’eredità difficilmente gestibile in futuro, soprattutto nei paesi che partono da una situazione finanziaria vulnerabile con impatti sfavorevoli anche sull’intera area euro. Sarebbe fondamentale, fin d’ora, affiancare all’azione dei singoli Paesi modalità di intervento definite a livello dell’intera euro zona, inclusa la possibilità di emettere debito con garanzia europea».
E che l’emergenza Coronavirus sia davvero qualcosa di mai visto prima lo si capisce anche dalle parole dell’Europa. Il vicepresidente della Commissione, responsabile dell’Economia, Valdis Dombrovskis e Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva della commissione convergono nel dire che «lodiamo il governo italiano per le misure misure coraggiose adottate. Sappiamo che hanno grandi conseguenze per i cittadini italiani, ma è meglio adottare queste misure forti per proteggere più persone possibili dal virus. Sosterremo l’Italia e i suoi cittadini con tutti i mezzi e le misure a nostra a disposizione. La situazione in Italia è particolarmente severa, restiamo pronti a lavorare con il Governo italiano su misure aggiuntive per rimediare ai seri problemi dell’economia, in base all’ articolo 107.3 del Trattato».
















