«Ormai l’Italia è una grande zona protetta all’interno della quale è complicato potersi muovere se non per quelle casistiche previste dal Dpcm. È importante che anche professionisti e imprese adottino le misure necessarie al contenimento, ma non si può lasciare indietro nessuno, servono interventi per gestire l’emergenza in modo che non si trasformi in una crisi sistemica». La Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, riassume in un accorato appello video le richieste presentate dalla categoria al Governo per far fronte alle ripercussioni provocate dall’emergenza sanitaria su famiglie, lavoratori e imprese dell’intera nazione.
Tra le proposte, secondo il Consiglio è importante ampliare le modalità di utilizzo dei congedi parentali e di corresponsione e copertura almeno di una parte della spesa. Anche il voucher per il babysitting può essere importante. «L’unico modo – prosegue la Calderone – per evitare il licenziamento è estendere le tutele. Gli ammortizzatori sociali sono destinati solo a determinate tipologie di aziende e soggetti, ma rimane una grande fetta di imprese fuori da questo contesto. Andrebbe finanziato il fondo di integrazione salariale residuale per quelle aziende che non hanno i contrattuali. E chiediamo che il governo metta in campo un decreto per il finanziamento della Cig in deroga facendo anche un’ulteriore richiesta: che vengano identificati strumenti snelli, efficaci e tempestivi». Non ci si può più esimere dall’avere un uso massiccio delle modalità telematiche. Inoltre, in caso di Cig in deroga serve un’attenta regia delle normative regionali che devono completare il quadro. La consapevolezza è che le aziende non saranno in grado di anticipare la cassa, serve che sia l’Inps a farsene carico.
Infine, per il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro è fondamentale la proroga dei contributi fiscali ma anche delle verifiche e delle documentazioni, come nel caso del Durp. «Chiediamo di non emettere avvisi bonari da parte dell’Inps – conclude la Calderone – o la proroga per quelli già emessi. I professionisti sono sul campo e disponibili a fare più che gli straordinari. Noi siamo a disposizione delle imprese che seguiamo, ma abbiamo bisogno di avere una pubblica amministrazione che comprenda e che presti attenzione. Ci prepariamo anche a misure più drastiche, siamo tutti attivi, ma da soli non possiamo fare la differenza. Quella può farla solo il popolo italiano, che ha voglia di lasciarsi alle spalle l’emergenza per riprendere a lavorare serenamente».
















