Secondo le stime di Deloitte il valore investito in arte e oggetti da collezione da parte dei clienti di private banking ammonterà a oltre 2.700 miliardi di dollari entro il 2026. Con i mercati azionari volatili, d’altronde, gli investimenti in beni da collezione, primi fra tutti le opere d’arte, offrono la possibilità di diversificare il proprio portafoglio, per proteggerlo da improvvisi shock sui mercati, e di fare ottimi affari, poiché qualità e rarità sono in genere premiate dal mercato. Ma investire in arte non è così semplice, anche perché le fregature sono sempre dietro l’angolo e bisogna pertanto saper riconoscere se quanto ci viene proposto (soprattutto le opere d’arte contemporanea) merita o meno i nostri quattrini.
Abbiamo chiesto a un esperto del settore, Giuseppe Lezzi, proprietario di M77, una delle più affermate e dinamiche gallerie milanesi, di darci qualche dritta. Inaugurata nel 2014, con i suoi mille metri quadri, rappresenta artisti quali Maria Lai, Nino Migliori, Emilio Isgrò, Grazia Varisco, Braco Dimitrijević, Avish Khebrehzadeh, Kendell Geers e vanta una serie di importanti collaborazioni e alleanze con partner di prestigio internazionale con cui scandaglia le nuove frontiere del contemporaneo avendo come mission quella di diventare un punto di riferimento per l’arte moderna e contemporanea italiana nel mondo.
L’arte è sempre uno degli ambiti di investimento più proficui in ottica futura?
Certo, lo dimostrano i dati di questi ultimi anni che collocano l’arte ai primi posti nel settore degli investimenti.
Quali i maggiori trend in campo artistico? Su quali opere d’arte oggi conviene investire di più?
Da molti anni il settore dell’arte su cui conviene investire è quello dell’arte moderna e contemporanea. Se si guardano le rivalutazioni che gli artisti hanno avuto negli ultimi vent’anni ci accorgiamo che 100 euro investiti, per esempio, su Emilio Isgrò negli ultimi vent’anni anni sono diventati 374 euro, con un rendimento del 274%; 100 euro investiti su Alberto Biasi valgono addirittura 477; se si vuole guardare più in breve, 100 euro investiti su Maria Lai nel 2016 valgono ora 159 euro, con un rendimento del 59%.
Su quali artisti come galleria state puntando maggiormente?
Gli artisti che noi rappresentiamo sono Emilio Isgrò, Maria Lai, Grazia Varisco, Nino Migliori, Alberto Biasi, Kendell Geers, Braco Dimitrievic, Avish Krebrehzadeh, Valentino Vago…
Giovani emergenti italiani?
Lavorare con i giovani italiani è molto difficile, abbiamo provato e con qualcuno stiamo continuando a farlo: Agostino Iacurci e Ieva Petersone.
Cosa dà autorevolezza a un galleria?
Beh, per esempio, l’essere accettati dalle fiere più importanti al mondo. Questo, nel nostro caso, ci colloca in una posizione medio-alta del circuito delle gallerie.
Si sa che intorno al mondo dell’arte e delle gallerie c’è spesso un sottobosco in cui bisogna sapersi orientare per non prendere fregature quando si compra un’opera. Che consigli possiamo dare per muoversi in modo più consapevole?
Questo mondo è il più difficile e meno affidabile che io conosca e, come dice lei, c’è un sottobosco molto fitto e inesplicabile; il consiglio che mi sento di dare è in primo luogo quello di affidarsi ai professionisti iscritti all’associazione nazionale galleristi e, in secondo luogo, scegliere le gallerie che partecipano alle fiere più importanti: saranno loro a determinare il trend del futuro!
www.m77gallery.com
















