Gli effetti della pericolosa polmonite virale che sta colpendo intere regioni della Cina e diversi altri paesi (in particolare in Asia) conosciuta con il nome di Coronavirus, si sono abbattuti stamattina sugli stock del grande paese asiatico. Le riserve di capitale delle aziende cinesi sono crollate segnando il punto più basso registrato dai tempi della bolla del 2015. Lo dice Bloomberg Business sul suo profilo Instagram informando che lo Shanghai Shenzhen Csi 300 Index è sceso di oltre 9,1%, titoli maggiori inclusi. Giù anche il prezzo di oro, greggio, olio di play e argento.
Nel frattempo la Borsa di Londra ha aperto con un +0,1%, Francoforte dello 0,26% e Parigi dello 0,07%. A Piazza Affari il Ftse Mib segna un rialzo dello 0,11% a 23.257 punti, mentre lo spread è in lieve rialzo a 138 punti. La piazza di Tokyo ha chiuso in forte ribasso: il Nikkei 225 ha ceduto l’1,01% a 22.971 punti.
Sull’indice principale della piazza milanese Nexi segna un balzo del 2,37%, Banca Generali sale dell’1,04%, Diasorin dello 0,90% e Finecobank dello 0,76%. Saipem viaggia in rosso e cede lo 0,67%, Atlantia arretra dello 0,63%, Buzzi Unicem dello 0,57% e A2A dello 0,31%.
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