CENTRALE RISCHI:istruzioni per l’uso

La Centrale Rischi è un documento di assoluta importanza per ogni impresa e per il commercialista o consulente che voglia supportare le imprese nel rapporto con gli istituti di credito. Prima di andare in banca per richiedere nuovo credito o un rinnovo delle linee già in essere, è fondamentale adottare le seguenti regole.

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Tenere sotto controllo la Centrale Rischi, richiedendo una visura periodica (gratuitamente e direttamente dal sito di Banca d’Italia) per sapere rispondere in modo puntuale quando il funzionario vorrà sapere il “dettaglio banche”

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Evitare l’utilizzo dei fidi “a tappo”, ossia sempre al 90% o più, in quanto è un chiaro segnale di “crisi di liquidità”, ossia di “bisogno” di cassa

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Per evitare quanto detto sopra è fondamentale la pianificazione: stimare in anticipo le necessità di cassa, richiedere un fido leggermente più largo, conoscere i tempi di pagamento dei clienti e verso i fornitori.

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Evitare sconfinamenti e continui ritardi nell’anticipo fatture: sono chiari segnali di mancanza di programmazione e di clientela non buona.

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Verificare e correggere l’utilizzo anomalo del credito in particolari periodi dell’anno, per identificare immediatamente alcuni picchi di utilizzo o sconfinamento. Ad esempio, questi potrebbero essere giugno e dicembre, per il pagamento di imposte e tredicesime. Rispettando queste regole il rischio che la banca potrà percepire sull’azienda sarà minore, rendendo la trattativa più semplice. Un ultimo aspetto rilevante riguarda il tipo di credito utilizzato. Nella logica “di competenza” del bilancio, i debiti verso le banche vengono suddivisi tra “entro 12 mesi” e “oltre 12 mesi”. Questa tuttavia è una rappresentazione errata, in quanto non contribuisce ad identificare l’aspetto più importante: cioè la forma tecnica di debito. Nella Centrale Rischi i debiti sono suddivisi per: strumenti autoliquidanti; rischi a scadenza; rischi a revoca. Le finalità, le regole e anche i costi sono profondamente diversi.