Casa, dopo il lockdown gli italiani la vogliono smart e spaziosa

La fotografia del 2021 scattata dall’Ufficio Studi di Tecnocasa e riferibile al settore immobiliare restituisce un mercato vivace ed in rapida ripresa, volumi scambiati in ascesa ed anche i prezzi segnano un rialzo, differenziato tra città e province, ma è una tendenza che continua la sia corsa. Tempi più veloci nel chiudere le compravendite, segno questo di una certa disponibilità anche sul mercato. Domanda che conferma ancora una volta una maggior preferenza per il trilocale, quasi una domanda su due, seguita dai quattro locali con il 25%. Tutti i numeri sono positivi ed in crescita. I tagli più richiesti sono quelli che si collocano tra i 100 ed i 150 mq e che rappresentano quasi il 30% delle transazioni. Si mette anche in evidenza una crescita delle percentuali di acquisto di abitazioni con ampiezza superiore ai 150 mq. Anche in questo caso, il trend è parzialmente dovuto dalla pandemia che sta spingendo gli acquirenti all’acquisto di soluzioni più ampie rispetto al passato. Tra le motivazioni di acquisto, al primo posto la casa principale, mentre si acquistano le seconde abitazioni nel 9% circa dei casi. L’acquisto per investimento riguarda invece l’11% circa delle transazioni immobiliari.

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E il 2020 può essere considerato oramai alle spalle, quasi dimenticato. La domanda abitativa, esplosa dopo il primo lockdown non ha accennato flessioni e ha continuato a crescere trascinata dalla volontà di acquistare casa e dalla spinta del mercato del credito, mai così conveniente. A fare da cornice a questo quadro le aspettative positive sul futuro scenario economico ed un migliorato clima di fiducia. Nel secondo trimestre dell’anno gli acquisti di abitazioni sono stati superiori sia allo stesso periodo del 2020 (+ 72%, ma la primavera dello scorso anno era stata caratterizzata dal lockdown), sia all’aprile-giugno del 2019 (+26%). L’esperienza del lockdown con l’ampia diffusione dello smart working e didattica a distanza hanno fatto crescere l’attenzione verso l’efficienza energetica, rinnovando l’attenzione anche per le nuove costruzioni. Questa dinamica sta così spingendo in alto i prezzi, che comunque restano sensibilmente inferiori al 2007. I tempi di vendita, importante indicatore dello stato di salute del mercato immobiliare registrano segnali di miglioramento rispetto ad un anno fa.

Gli ultimi dati dicono che nelle grandi città le tempistiche di vendita sono di 112 giorni con un aumento di soli due giorni rispetto ad un anno fa; nei capoluoghi di provincia si segnala una media di 144 giorni in miglioramento di sei giorni rispetto a quanto registrato nel 2020, per finire con i comuni dell’hinterland delle grandi città dove si vende in 148 giorni contro i 155 giorni del 2020. Fra le metropoli più ‘sprint’ spiccano Milano e Bologna. Unica incertezza, attesa del resto ed emersa in queste settimane è il rialzo dei tassi di interesse che già segna qualche ricaduta in termini di rialzi anche sul costo dei prestiti e dei mutui casa. La responsabilità è tutta dell’inflazione che ha portato verso i piani alti valori che durante la pandemia erano stati particolarmente bassi. In alcuni casi, infatti, i tassi sono tornati a varcare la soglia dell’1%, valori che non si vedevano da tanto tempo.