Il gruppo Campari snellisce il portafoglio e accelera sulla razionalizzazione degli asset. Il colosso milanese degli spirits ha raggiunto un accordo per la vendita dei marchi amaro Averna e mirto Zedda Piras per un valore complessivo di 100 milioni di euro, segnando un nuovo tassello nella strategia di focalizzazione sui brand a maggiore redditività e potenziale globale.

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Campari ha venduto i marchi Averna e Zedda Piras alla società Illva Saronno Holding. Illva Saronno è un produttore di spirits noto soprattutto per il Disaronno, e controlla altri marchi storici come i vini siciliani Florio e Duca di Salaparuta.

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L’operazione rientra nella linea già tracciata dal gruppo guidato da Bob Kunze-Concewitz: meno etichette, ma più forti, con una chiara priorità ai marchi “core” in grado di sostenere crescita internazionale, pricing power e investimenti di marketing su larga scala. Averna e Zedda Piras, pur rappresentando nomi storici e fortemente identitari per il mercato italiano, restano infatti concentrati su consumi prevalentemente domestici.

Una scelta industriale, non solo finanziaria

Averna, acquisito da Campari nel 2014, è uno dei simboli della tradizione liquoristica siciliana. Zedda Piras, storico produttore sardo di mirto, completa un perimetro di marchi ad alta riconoscibilità locale ma con spazi di espansione internazionale più limitati rispetto ai pilastri del gruppo, come Aperol, Campari, Wild Turkey o Espolòn.

La cessione consente a Campari di liberare risorse finanziarie da riallocare su marchi a più alto tasso di crescita e su mercati strategici, in particolare Stati Uniti ed Europa, dove il gruppo continua a rafforzare la propria presenza sia sul fronte distributivo sia su quello produttivo.

Focus su margini e crescita globale

Dal punto di vista industriale, l’operazione va letta come un’ulteriore conferma della disciplina di portafoglio adottata dal gruppo negli ultimi anni. Campari punta a migliorare la qualità dei ricavi, più che la quantità, concentrandosi su brand capaci di sostenere margini elevati e volumi scalabili a livello globale.

Per il mercato, la vendita da 100 milioni rappresenta una valorizzazione significativa di due marchi storici, ma soprattutto un segnale chiaro: Campari intende continuare a crescere facendo leva su una struttura più snella, coerente e orientata al lungo periodo.