Si chiude sostanzialmente con un nulla di fatto la seduta sui mercati odierni, dopo analogo risultato ottenuto da un Eurogruppo che passerà alla storia per la sua sterilità. Nella notte, per 16 ore, i ministri delle finanze dei Paesi membro hanno cercato di trovare un accordo su un piano di aiuti che comprendesse, oltre all’intervento della Bei e al sostegno alla disoccupazione Sure, anche uno strumento comune di condivisione del rischio. Eurobond? Coronabond? Fate voi. Ma la strenua opposizione dell’Olanda ha costretto al rinvio a domani 9 aprile di ogni discorso. Perfino la Germania, dopo le randellate dell’ex presidente Schroeder a mezzo stampa, sembrava essere disposta a una mitigazione della propria rigidità.
Non i Paesi Bassi, che non hanno alcuna intenzione di inquinare i loro conti perfetti con quelli dei Paesi periferici. Il che, formalmente, è anche comprensibile: chi glielo fa fare? Il verbo è stato fin da subito: ognuno faccia debito, il patto di stabilità è sospeso. Certo che un Paese come l’Italia, che veleggiava verso un 130% di rapporto tra debito e pil, avrebbe dovuto pagare a caro prezzo l’emissione di nuovi titoli. Da qui la speranza, nutrita anche da Spagna e Francia, di ottenere strumenti comuni. E perché la Francia, da sempre fedele scudiera della Germania, dovrebbe fare uno sgarbo alla Merkel? Semplice: perché la bilancia commerciale tra noi e i cugini transalpini vale un’enormità e Parigi ha acquistato titoli di stato del nostro Paese per un complessivo coinvolgimento da 300 miliardi. Chiaro che non ci sia alcun interesse a far finire a gambe all’aria l’Italia.
E dunque, dopo una notte travagliata, ecco che questa mattina i mercati si sono risvegliati in rosso. Si è capito subito, comunque, che non sarebbe stata una giornata drammatica, ma interlocutoria, come lo sono questi summit europei che sembrano voler cambiare le sorti del mondo e poi invece si riscoprono inutili quanto la coda per un bipede. Milano, alla fine, chiude con una flessione dello 0,18%, e fa meglio di tutte le altre piazze: Francoforte cede lo 0,35%, Parigi 0,77, Madrid lo 0,87% e Londra lo 0,85. Proprio il Regno Unito sta vivendo momenti di grande preoccupazione. Boris Johnson è ricoverato in terapia intensiva e lì rimarrà per diverso tempo. Il medico che lo ha in cura ha tenuto a precisare che il Coronavirus è lungo da smaltire e che non si può escludere a priori la necessità di intubare l’inquilino di Downing Street. Altri, più macabri, hanno stabilito che in base a età e condizioni di salute pregresse, BoJo avrebbe il 50,1% possibilità di salvarsi. Ovvero, il 49,9% di probabilità di morire.
Infine, uno sguardo allo spread, che è risalito anche sopra quota 200 prima di ripegare a 196, in aumento del 3% rispetto a ieri. Il rendimento dei btp decennali è dell’1,64%, troppo se si pensa che nei prossimi mesi l’Italia sarà costretta a emettere nuovi titoli a lunga scadenza per finanziare la propria ripartenza.
















