Una legge di bilancio essenziale, nella quale salta il bonus tredicesime e il taglio dell’Irpef. Almeno per il momento. Infatti l’attuale legge di bilancio sarà «destrutturata», con una parte anticipata nel 2023 e ben trentadue disegni legge di attuazione previsti, invece, per il 2024. La legge di Bilancio del 2024 avrà come principale obiettivo quello di definire le risorse e i provvedimenti principali come il taglio del cuneo, le misure per le pensioni e i contratti dei dipendenti pubblici.
Cresce il debito, ma per cosa verranno spesi i fondi
Il taglio del deficit è stato al centro del dibattito in questi giorni, anche alla luce della risposta dei mercati.I 3,2 miliardi di euro che si sono guadagnati attraverso il taglio del debito verranno utilizzati per adeguare le pensioni, per le retribuzioni nel pubblico impiego e per i costi dell’immigrazione. Con un decreto, tra pochi giorni, si provvederà a recuperare lo 0,89 di indicizzazione Istat che ancora manca per il 2023 (riferito all’inflazione 2022). Poi dal prossimo anno, con la legge di Bilancio, si provvederà al nuovo adeguamento per l’inflazione 2023, poco più del 5%. Tra i 32 decreti sono previsti anche la conferma del bonus dell’1,5% sulle retribuzioni dei dipendenti statali, il cui costo ammonterà a un miliardo di euro. Altri fondi saranno destinati alla gestione dei flussi migratori e dei Cpr.
Entro quando i decreti legge andranno presentati
I decreti collegati alla legge di bilancio dovranno essere presentati tutti entro il 15 novembre. Questo significa che potrebbero essere approvati anche più in là nel tempo. Tra questi ve ne sono di più importanti come il sostegno «della maternità nei primi anni di vita del bambino» e alle «famiglie numerose». Il nuovo pacchetto famiglia, per il quale il ministero dell’Economia sta studiando formule innovative. Tra le altre novità in programma ci sono la riorganizzazione e il potenziamento della sanità territoriale, il riordino delle professioni sanitarie, alcune misure relative alla carriera dei dirigenti pubblici, una delega per le «politiche abitative per gli studenti universitari», e un’altra delega per la revisione della «gestione dei diritti audiovisivi» legati allo sport e lo sviluppo delle infrastrutture sportive.
















